cronaca

Ilenia uccisa all’alba in cucina. Dubbi sulla versione dei familiari

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Faenza.  Le sue urla, all’alba, hanno svegliato tutti. A partire dalla la ragazza che dormiva nella stanza di fianco, che ha dato l’allarme pensando ci fossero i ladri, terrorizzata dopo aver visto una sagoma di spalle che andava via. Quando i poliziotti sono arrivati erano pronti a un intervento per un furto in casa. Invece hanno trovato il corpo senza vita di Ilenia Fabbri, 46 anni, in una pozza di sangue. Un taglio profondo alla gola, diverse ferite, tante domande senza risposta. Alle quali, fino a notte, gli investigatori hanno cercato di rispondere scavando nel passato della vittima e nei rapporti con le persone che aveva accanto: quattro protagonisti di questa storia interrogati per ore. Tra gli elementi, una separazione difficile con l’ex marito. Motivi economici ma non solo: in passato lei lo aveva denunciato anche per episodi di violenza. Fino alla tarda serata di ieri non c’erano ancora indagati.



Faenza, sessantamila abitanti in provincia di Ravenna, una tranquilla città di provincia. Lungo un viale a pochi minuti dal centro sorge una comunità di 14 appartamenti disposti in due file da 7 e recintati da un muretto. Una di queste abitazioni era di Ilenia, con lei viveva anche la figlia Arianna di vent’anni. La donna lavorava in una concessionaria di auto a Imola, alle spalle un matrimonio finito, un presente con un altro compagno con cui stava da un paio d’anni.



Ieri, attorno alle 5.45 del mattino, l’ex marito della donna e la figlia partono in macchina. Devono andare nel milanese a prendere un’auto che era già stata comprata per la ragazza, spiegheranno agli investigatori. La mamma però non rimane da sola. In casa c’è un’altra ragazza, la compagna della figlia, che per la notte – com’era già avvenuto altre volte in passato – è rimasta a dormire in una delle due camere da letto dell’appartamento. È lei la prima a dare l’allarme. Chiama Arianna, le dice di aver sentito urla, un forte trambusto, e di aver temuto che ci fossero i ladri in casa. Prima di chiudersi in camera ha il tempo di vedere una sagoma allontanarsi, che però lei non riconosce. Alle 6.08 la figlia di Ilenia chiama il 113: «Ci sono i ladri». Il commissariato dista due chilometri. Pochi minuti dopo la scoperta. Il corpo della donna è in una sorta di vano adibito a cucina al quale di accede dal garage. Un taglio alla gola da sinistra verso destra l’ha uccisa. L’arma del delitto sarebbe un coltello da cucina, di solito usato per affettare il pane, maldestramente ripulito dopo l’accoltellamento e sequestrato, assieme al cellulare della vittima, per accertamenti. Per il medico legale l’ora esatta del decesso è collocabile attorno alle 6. È dentro questi pochi minuti che si scava: così successo tra la partenza di padre e figlia e l’allarme gridato al 113? Qualcuno è entrato in casa? O dormiva già nella stanza della vittima?



Fino a tarda sera, al commissariato di Faenza, sono stati sentiti i quattro protagonisti del giallo. L’ex marito di Ilenia, che ha un’officina in città dove la donna aveva lavorato quando stavano insieme; poi la figlia, la compagna della ventenne e infine l’attuale partner della vittima. Gli inquirenti valutano attentamente anche la sua posizione. Seppur non vi siano ancora certezze, è un fatto che tra Ilenia e l’ex marito la fine del matrimonio sia stata difficile. È ancora in corso una denuncia per questioni patrimoniali fra i due mentre in passato lei aveva denunciato episodi di violenza in una fase conflittuale del rapporto prima della separazione. Elementi al vaglio della squadra Mobile di Ravenna, guidata da Claudio Cagnini, del pm Angela Scorza e del procuratore capo di Ravenna Daniele Barberini. Quest’ultimo ieri ha detto che le indagini «stanno procedendo a 360 gradi», e che si tratta «purtroppo di un ennesimo fatto drammatico che coinvolge una donna».

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