attualità

Covid e liti in famiglia crescono le separazioni 

covid-e-liti-in-famiglia crescono-le-separazioni 

In tempi di pandemia aumentano le udienza on line: cade così l’ultimo contatto Il giudice Audino: «Qui i matrimoni durano in media meno di dieci anni»

di Teresa Di Rocco

LANCIANO. In tempi di Covid e lockdown anche separazioni e divorzi avvengono on line. Senza contatti, e in alcuni casi è anche meglio, ma in video grazie ad internet, anche durante il lockdown il giudice Riccardo Audino, che è il presidente del tribunale e il magistrato che si occupa di questi procedimenti, ha comunque posto giuridicamente la parola “fine” a 224 matrimoni, civili e religiosi nel 2020. Insomma i dati forniti dalla cancelleria del tribunale di Lanciano confermano che “il matrimonio (l’amore) è eterno finché dura”, che ci si separa sempre più in città e nel comprensorio. Ma lo si fa cercando accordi.

Delle 224 coppie “scoppiate”, oltre la metà, 145, si sono lasciate trovando un accordo, 79 invece sono finite a processo, con i tempi per le separazioni e i divorzi giudiziari che si allungano. «I dati indicano che le famiglie continuano a spezzarsi anche prima dei 10 anni di unione», riflette Audino, «i procedimenti sono quasi gli stessi del 2019 perché, nonostante le restrizioni, abbiamo lavorato in questo tribunale grazie agli strumenti della legislazione di emergenza: udienza da remoto e processo telematico scritto. Con un programma specifico facciamo udienza da pc, con tutte le parti in video come se fossimo in tribunale». Sono udienze più veloci, per non restare ore al monitor, che si chiudono spesso con un provvedimento.

Poi c’è il processo telematico scritto: note, memorie, richieste scritte da leggere, ma anche a casa. «Queste due modalità processuali nate per l’emergenza Covid che andranno avanti fino al 30 aprile in realtà funzionano», sottolinea il presidente, «e quindi sarebbe auspicabile mantenerle; devono diventare strutturali. Anche perché non escludono le udienze in presenza, che restano per casi delicati, quando ci sono minori da ascoltare».

Perché ci si lascia? E a separarsi sono coppie giovani? «I motivi sono tanti», risponde Audino, «di solito sono economici, perché non ci si sopporta più e quindi le liti sono continue e per i figli. E se è vero che, a differenza del passato ci sono anche cause di coppie che si separano dopo tanti anni di matrimonio, la gran parte “resiste” meno di 10 anni. Parliamo di persone che hanno figli in età scolare». E con le convivenze forzate per i continui lockdown, aumenteranno le separazioni? «Ci aspettiamo un incremento, ma è anche vero», precisa il giudice, «che spesso si è fatto buon viso a cattivo gioco; molte coppie hanno sopportato perché non ci sono alternative. Non si può uscire, i negozi sono chiusi, si rischia di restare in strada. È stato più facile dirsi addio per le coppie non unite in matrimonio, civile o religioso. Qui il giudice entra in scena solo se ci sono figli, quindi è più “semplice”, fare i bagagli e andare via».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: