cronaca

Il vaccino abbatte il numero delle vittime del Covid. La prova di Israele

il-vaccino-abbatte-il-numero-delle-vittime-del-covid.-la-prova-di-israele

C’è qualcosa che il vaccino non può fare: eliminare il coronavirus. E qualcosa che invece può fare: trasformarlo in una malattia non mortale. Nei Paesi in cui la campagna di immunizzazione è più avanzata, gli effetti sulla letalità del Covid si vedono già. Se i vari vaccini hanno presentato risultati diversi, quanto a efficacia e capacità di impedire i contagi, tutti quelli approvati finora hanno dimostrato di poter alleviare i sintomi e rendere il Covid una malattia gestibile anche senza ospedali e respiratori.

I numeri di Israele in questo senso aiutano a capire. Nel Paese che a fine gennaio aveva già somministrato almeno una dose di Pfizer-BioNTech a un terzo della sua popolazione di 9 milione di abitanti, e anche la seconda dose a un quarto della popolazione (oltre cento volte i volontari coinvolti nella sperimentazione), i contagi fra i vaccinati si sono ridotti dell’83%. Ma quel che più conta, i casi gravi che hanno bisogno di essere ricoverati sono stati abbattuti del 90% per ogni fascia d’età. Lo rivela Dvir Aran, ricercatore del Technion-Istituto israeliano di tecnologia di Haifa, nel suo studio “Estimating real-world Covid-19 vaccine effectiveness in Israel”.

Il coronavirus non scompare dopo l’iniezione, dunque. I dati di efficacia nella prevenzione dei contagi sembrano leggermente inferiori rispetto al 95% dichiarato dai produttori. Ma una settimana dopo aver ricevuto la seconda dose – quando l’immunità dovrebbe essere raggiunta in pieno – Israele ha registrato fra tutti i vaccinati al di sopra dei 60 anni 27 casi severi, con ricovero o morte. La riduzione, rispetto al periodo precedente al vaccino, è stata del 94% .

I ricoveri in ospedale per Covid. Gli over 60 (curva blu) sono stati vaccinati prima e i loro numeri hanno iniziato a scendere con decisione. In arancione gli under 50, vaccinati ancora da poco. Lo studio è dell’istituto Weizmann 

“La magia è iniziata” si è spinto a dichiarare su Twitter (aggiungendo le parole “con cautela”) Eran Segal, biologo computazionale che per il Weizmann Institute ha scritto un altro studio sull’efficacia dei vaccini in Israele. Fra gli over 60, dall’inizio della campagna vaccinale, calcola “il numero dei nuovi casi è calato del 41% e quello dei ricoveri del 31%”.

Israel: We say with caution, the magic has started

Note blue lines, of 60+ years old (first to vaccinate), in the past 2 weeks:

~35% drop in cases

~30% drop in hospitalizations

~20% drop in critically ill

Stronger than in younger people & not seen in previous lockdown

>>> pic.twitter.com/vzYFbVZ98K

— Eran Segal (@segal_eran) February 1, 2021

Israele, a differenza di altri Paesi, ha accettato di concludere l’accordo con Pfizer presto e senza trattare troppo sul prezzo. Ha iniziato le prime iniezioni il 19 dicembre, procedendo a un ritmo più rapido degli altri. L’Europa è stata accusata di aver intavolato negoziati più tirati con le case produttrici, non solo sul denaro ma anche sulla responsabilità in caso di eventi avversi e sulle penali per i ritardi di consegna. E ora si ritrova indietro rispetto anche a Stati Uniti e Gran Bretagna.

Nessuno di questi ultimi due Paesi ha ancora dati sull’efficacia dei vaccini, ma il rapporto sui contagi nelle case di riposo per anziani (le prime ad aver ricevuto le dosi) presentato ai Centers for Disease Control statunitensi vengono definiti incoraggianti. Alcune rsa hanno deciso dalla settimana prossima di riaprire le porte – ancora con precauzioni – ai visitatori.

Anche vaccini con un’efficacia dichiarata più bassa (AstraZeneca al 60% e Johnson&Johnson al 66%) hanno riportato dalle sperimentazioni valori più alti per quanto riguarda la prevenzione dei ricoveri e dei decessi. La protezione dai casi gravi, secondo Johnson&Johnson, arriva all’85%. Mene Pangalos, vicepresidente di AstraZeneca, ha dichiarato invece che tre settimane dopo la prima dose nessuno degli immunizzati ha avuto bisogno del ricovero (i dati che ha riferito non sono però stati pubblicati). Per quel che più conta – evitare di morire di Covid – la classificazione in vaccini di serie A e serie B e più sfumata di quanto sembri. Tutto aiuta ad abbassare il volume della pandemia.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: