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Marsilio chiude le superiori Zone rosse in tre Comuni 

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Scuole, da lunedì didattica a distanza in regione. E da oggi assembramenti vietati in piazza Divieti più severi a San Giovanni Teatino, Atessa e Tocco. Ma l’Abruzzo (per ora) resta giallo

di Giammarco Giardini

PESCARA. L’Abruzzo resta giallo per un soffio, ma scatta una nuova stretta per fermare l’impennata di contagi Covid. I comuni di Atessa, San Giovanni Teatino e Tocco da Casauria entrano in zona rossa da oggi fino al 13 febbraio. Scuole superiori chiuse da lunedì e per 14 giorni, fino al 21 febbraio, su tutto il territorio regionale, così come in tutto l’Abruzzo ci sarà il divieto di aggregazione nelle piazze e nei centri storici.

A rischio zona rossa anche i comuni di Chieti e Francavilla al Mare, che verranno sottoposti da qui in avanti a stretto monitoraggio dalla Asl dopo l’aumento dei contagi degli ultimi giorni. È quanto previsto dall’ordinanza regionale firmata ieri sera dal presidente Marco Marsilio, a seguito della riunione del Comitato tecnico scientifico regionale.

LE DUE VELOCITÀ. Un provvedimento restrittivo arrivato nello stesso giorno in cui la Cabina di regia nazionale ha confermato l’Abruzzo in zona gialla, seppur con un indice Rt al limite (0,99 rispetto al livello superiore a 1 che fa scattare l’arancione). Un elemento che conferma lo scollamento temporale tra la valutazione fatta a livello nazionale, che ha tenuto conto dei dati in Abruzzo della settimana 25-31 gennaio, e l’attuale situazione regionale con la diffusione della variante inglese nell’area metropolitana Pescara-Chieti che ha fatto schizzare i numeri. Un quadro in costante peggioramento che ha costretto Marsilio a intervenire.

ZONE ROSSE. Da oggi fino al 13 febbraio, dunque, tre comuni finiscono in zona rossa. Due del Chietino (Atessa e San Giovanni Teatino) e uno del Pescarese (Tocco da Casauria). L’ordinanza nasce dal parere del Comitato tecnico scientifico regionale che ha evidenziato il riacutizzarsi della circolazione del virus su parti localizzate del territorio regionale.

In particolare, la Asl di Pescara ha rilevato a Tocco da Casauria la presenza di 64 casi attivi su una popolazione di 2.483 abitanti. A San Giovanni Teatino i casi attivi sono 179 su 13.943 abitanti: il comune, con i tanti centri commerciali presenti, è una delle più grandi zone di servizi d’Abruzzo e ogni giorno attira decine di migliaia di persone provenienti da tutta l’area metropolitana Pescara-Chieti. Ad Atessa, invece, i casi attivi sono 127 su 10.567 abitanti.

SCATTANO I DIVIETI. In questi tre comuni entrano subito in vigore i divieti della zona rossa: chiusi bar, ristoranti e negozi (ad eccezione dei punti vendita di generi alimentari e di necessità, come supermercati e farmacie).

Si può uscire di casa solo per motivi di salute e di lavoro, ma sempre mostrando l’autocertificazione. Possono entrare e uscire dal comune solo il personale sanitario, i volontari della Protezione civile, le forze dell’ordine, chi è impegnato nel trasporto di servizi essenziali e le persone che dimostrano di avere comprovate esigenze di salute (ricovero ospedaliero, stato di gravidanza o patologie che necessitano di visite e cure indifferibili). In tutti gli altri casi non citati, è possibile entrare o uscire dal comune esclusivamente a fronte di apposite autorizzazioni rilasciate dal sindaco.

SCUOLE CHIUSE. La stretta più importante riguarda le scuole, dopo l’aumento di casi che ha costretto migliaia di studenti e docenti alla quarantena. Da lunedì, in tutto l’Abruzzo, scatterà la chiusura delle scuole superiori per 14 giorni, con l’attivazione della didattica a distanza.

Lo ha suggerito il Comitato tecnico scientifico regionale che ha evidenziato «l’alto impatto che l’aumentata mobilità dovuta alla riapertura delle scuole ed i comportamenti che non garantiscono il corretto distanziamento sociale hanno sul riacutizzarsi della circolazione del virus».

PIAZZE BLINDATE. Divieto di aggregazione nelle piazze e nei centri storici, su tutto il territorio regionale, da oggi fino al 13 febbraio. Lo prevede il terzo punto dell’ordinanza. Significa che nelle piazze e nei centri storici si potrà solo passare, senza fermarsi se si è in compagnia di altre persone. Il provvedimento impone inoltre «il rigoroso rispetto delle distanze sia all’interno delle strutture pubbliche che in quelle private, con implementazione delle attività di controllo correlate», ed il «contingentamento degli ingressi in tutti i locali commerciali, su tutto il territorio regionale». Un altro punto dell’ordinanza prevede l’estensione a 14 giorni del periodo di quarantena che occorre prima di essere riammessi in comunità e di poter donare il sangue.

I CASI CHIETI-FRANCAVILA. I due comuni sono sotto osservazione e potrebbero diventare zona rossa se i dati, già preoccupanti, dovessero peggiorare. L’ordinanza prevede che Chieti e Francavilla al Mare siano sottoposti a stretto monitoraggio, «dando mandato alla Asl Lanciano Vasto Chieti di informare tempestivamente il Dipartimento Sanità sugli esiti di detto monitoraggio, qualora i parametri suindicati suggeriscano l’adozione di misure restrittive a livello comunale». A Chieti si registrano 305 casi attivi su una popolazione di 50.287 abitanti; a Francavilla 243 su 25.109.

INDICE RT AL LIMITE. In Abruzzo l’indice Rt, cioè il tasso di riproduzione netto della malattia che indica a quante persone in media un infetto può trasmettere il virus, è salito a 0,99 rispetto allo 0,81 del precedente report. È questo il valore che la Cabina di regia ha indicato ieri nel nuovo monitoraggio settimanale che, però, prende in considerazione la settimana 25-31 gennaio e non gli ultimi dati.

SI RESTA IN GIALLO. L’Abruzzo è considerata ancora una regione a rischio moderato e resterà in zona gialla almeno fino a venerdì prossimo, quando ci sarà il nuovo report settimanale del Ministero. Restano in vigore, dunque, le regole della zona gialla. Rimane la possibilità di spostarsi anche al di fuori del proprio comune, sempre entro i confini regionali. Ristoranti, bar, pasticcerie e altre attività di ristorazione sono aperti fino alle 18. Dopo tale orario, la vendita con asporto è vietata ai bar. I ristoranti, invece, dopo le 18 potranno proseguire con la consegna a domicilio e l’asporto, ma con il divieto di consumare cibi e bevande nelle adiacenze del locale. Aperti i negozi, chiusi i centri commerciali nel week-end. Musei aperti dal lunedì al venerdì, chiuse palestre, piscine, centri benessere, teatri e cinema. Aperti i circoli sportivi, per svolgere all’aperto l’attività sportiva.

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