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Il prefetto: troppe feste ora nessuna tolleranza 

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CHIETI. «D’ora in poi, non ci sarà più tolleranza. L’appello al rispetto delle regole è andato a vuoto. Ecco perché siamo passati da una fase in cui promuovevamo il senso di responsabilità a una necessariamente repressiva». Il prefetto Armando Forgione ordina la linea dura nei controlli anti-Covid.

Chieti e provincia, in zona rossa da domenica scorsa, si trovano a fare i conti con l’emergenza contagi. E le immagini dei giorni scorsi, con gli assembramenti all’esterno dei locali e tanta gente in giro nonostante il maltempo, hanno spinto la massima autorità del governo sul territorio a chiedere ai vertici delle forze dell’ordine di intensificare ulteriormente la vigilanza. A infischiarsene di mascherine e distanziamento sociale sono sempre più spesso i ragazzi, come dimostra il recente caso dei quattro minorenni beccati dai vigili urbani in largo Cavallerizza mentre chiacchieravano senza indossare i dispositivi di protezione individuale. Dopo la chiusura delle scuole in città fino al 27 febbraio e il lockdown deciso dalla Regione, vanno evitate in tutti i modi le occasioni di potenziale diffusione del virus.

«I nostri numerosi inviti alla prudenza non hanno prodotto gli effetti sperati: è evidente come in tanti abbiano continuato con le vecchie, brutte abitudini», spiega Forgione. «E la cosa più grave è che tutto questo avviene nonostante in ballo ci sia la salute propria, dei propri familiari e dell’intera collettività. Ci sono state segnalate addirittura feste di compleanno e di laurea in abitazioni private: circostanze come queste hanno contribuito a fare aumentare i contagi. Certo, scenari simili si vedono anche in altre parti d’Italia. Ma non è una giustificazione: risponderemo con fermezza. Per fortuna, è arrivata la zona rossa: altrimenti qualcuno, confondendo la zona gialla come un lasciapassare per fare qualunque cosa, avrebbe sicuramente organizzato anche feste di carnevale». Più pattuglie sulle strade, dunque, e più verifiche all’esterno di quei locali autorizzati ad aprire per il servizio d’asporto. «Qualche giorno fa», conclude il prefetto, «sono stato alla villa comunale di Chieti: i giovani continuano ad assembrarsi come se nulla fosse. Ho avuto l’ennesima conferma che l’appello al senso di responsabilità non basta». Nell’ultimo fine settimana – stando al report della prefettura – carabinieri, poliziotti, finanzieri e agenti delle municipali hanno controllato in tutta la provincia di Chieti 771 persone, multandone 11. Ma con il pugno di ferro ordinato dal prefetto c’è da aspettarsi, già nelle prossime ore, una raffica di sanzioni nei confronti di chi continua a non rispettare le regole.

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