cronaca

Primi vaccini sugli over 80, ma preoccupa il contagio tra i ragazzi e la variante inglese sempre più diffusa

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Sono iniziate questa mattina le vaccinazioni contro il Coronavirus sugli over 80 che hanno manifestato la propria adesione nelle scorse settimane. Sono state somministrate 200 dosi a Chieti, Lanciano e Vasto. 

Ma, a fronte di una notizia che apre un pizzico di speranza, continua a preoccupare l’aumento dei contagi a Chieti e non solo. 

Questa mattina se ne è discusso al tavolo permanente istituito dal prefetto di Chieti Armando Forgione. Nel corso della riunione, sono stati presi in esame gli ultimi dati elaborati dalla task force della Asl, illustrati dal direttore generale Thomas Schael, che disegnano una mappa del contagio sostanzialmente diversa nella terza fase, dove la sorpresa è rappresentata dalla fascia di età: a essere più colpiti nel mese di febbraio sono i ragazzi in età compresa tra 7 e 18 anni, con un tasso di incidenza pari a 752 ogni 100 mila abitanti.

In generale, si è abbassata sensibilmente la fascia di età a più alto contagio: quella tra 19-65 anni rappresenta il 63% del totale dei malati, mentre tutti gli altri sono attestati su percentuali ristrette. Così le persone tra 66 e 80 anni sono il 13%, gli over 80 l’8%, e i bambini tra 0 e 6 anni il 3%. Infine un altro 13% è occupato dalla fascia d’età tra 7 e 18 anni. 

A caratterizzare la nuova fase è anche la diffusione della variante inglese, identificata nel 73% dei nuovi positivi a Chieti e nel 100% a Bucchianico, e il tasso di prevalenza dei contagi, dato dal rapporto tra numero di positivi e popolazione di riferimento: a fronte di un limite massimo pari a 1, si colloca all’1,66% San Giovanni Teatino, seguito da Torrevecchia all’1,59%, Ripa Teatina 1,52%, Atessa 1,27%, Bucchianico 1,24%, Miglianico 1,22%, Francavilla 1,15% e Chieti 1,05%. A compensare il tasso complessivo dell’intera provincia interviene il territorio a sud, dove si assiste a un calo progressivo: Ortona si ferma allo 0,66, Lanciano a 0,48%, Vasto e 0,45% e San Salvo addirittura a 0,26%.

“I numeri ci danno una fotografia dell’andamento epidemico nel nostro territorio – sottolinea Schael – e indicano con chiarezza che la mobilità fra i comuni dell’area metropolitana alimenta la circolazione virale. Di qui, l’invito a interrompere questa catena di trasmissione, limitando allo stretto indispensabile i movimenti al di fuori della propria città. È importante farlo adesso per impedire ulteriori replicazioni e mutazioni del virus e affrontare la campagna vaccinale con un numero ben più contenuto di persone contagiate”. 

I dati epidemiologici più recenti hanno evidenziato una situazione di rischio alto anche a Fresagrandinaria, Perano, Ari e Vacri, invitati dalla Asl a organizzare al più presto lo screening per un test ad ampio raggio sulla popolazione. 

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