cronaca

Laboratori mobili per analizzare i tamponi 

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Nati dalla collaborazione tra Dante Labs ed Elital possono esaminare oltre 300 campioni in due ore

di Monica Pelliccione

L’AQUILA . Elital e Dante Labs lanciano i “Laboratori mobili” per i test Covid-19. I laboratori, operativi da ieri su tutto il territorio europeo, secondo le richieste che arriveranno, sono i primi del genere in Italia, in grado di analizzare oltre 300 campioni ogni due ore. Un progetto nato dalla sinergia tra Elital, che ha competenze nella realizzazione di apparecchiature per lo spazio e la difesa e Dante Labs, nel sequenziamento del genoma umano, due aziende che operano all’interno del Tecnopolo d’Abruzzo.

I laboratori di biologia molecolare avanzata mobili per analisi biologiche, attualmente utilizzati anche per le analisi sui tamponi Covid-19, sono stati realizzati in tre mesi e allestiti su due furgoni equipaggiati con macchinari d’avanguardia, cappa biologica a flusso laminare, congelatore farmaceutico, sistemi di analisi biologica molecolare e due postazioni Pc. Il sistema è autosufficiente e green, in grado di funzionare in autonomia, grazie alle batterie al litio montate a bordo, oppure connesso alle colonnine di ricarica delle auto elettriche.

I laboratori mobili, dotati di sistema di connessione dati ad alta velocità a doppia banda, compatibile con il futuro 5G, che consentono di inviare in tempo reale i report agli utenti, hanno svariati campi di applicazione: dai grandi eventi all’ambiente urbano, a supporto di disabili o per le manifestazioni sportive. «La missione di Dante Labs è quella di avvicinare la scienza alla popolazione», dice Andrea Riposati, amministratore delegato e co-fondatore di Dante Labs, «il laboratorio mobile rappresenta un investimento di capitali e innovazione scientifica che ci permetterà di poter meglio servire le esigenze della popolazione europea».

«Elital ha declinato la proprie competenze sulle specifiche necessità operative di Dante Labs», afferma Guido Arista, direttore tecnico di Elital, «dal punto di vista sistemistico, infatti, è stato possibile introdurre il sistema di geofence, a bordo del veicolo, per definirne aree operative su base geografica. Tutti gli apparati sono remotizzati per controllarne lo stato di efficienza e il lavoro. Abbiamo anche pensato a ulteriori possibilità di connessione dati, come quella via satellite, per regioni remote in altri continenti e missioni umanitarie civili e militari».

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