cronaca

Madre di Renzi a processo per bancarotta, spunta un faccendiere che ha rapporti con le cosche

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E’ l’ora delle difese al processo per il concorso nella bancarotta della società cuneese Direkta srl che si occupava di volantinaggio per la grande distribuzione e che ha tra gli imputati la madre di Matteo Renzi, Laura Bovoli. Al dibattimento non partecipano gli imputati principali, il titolare della Direkta, Mirko Provenzano, e la ex compagna, Nadia Conterno che hanno già patteggiato. Ma anche Laura Bovoli non si è mai presentata finora personalmente.

La vicenda giudiziaria che la coinvolge è intrecciata a un processo che non si è ancora aperto a Firenze, nel quale la procura accusa entrambi i coniugi, genitori dell’ex premier e leader di Italia Viva, di aver portato al dissesto tre cooperative che distribuivano volantini per l’azienda di famiglia, la Eventi 6, dopo averle caricate di debiti previdenziali e fiscali. Per il crack delle cooperative “Delivery Service Italia”, “Europe Service” e “Marmodiv” a febbraio del 2019 Tiziano Renzi e Laura Bovoli erano finiti agli arresti domiciliari, misura che è poi stata attenuata dal tribunale del riesame.

A Cuneo, invece, è stata mandata una costola di quell’inchiesta fiorentina perché la Eventi 6, società committente della Direkta, avrebbe confezionato false nota di debito in favore della società di Mirko Provenzano, per consentirgli di non pagare una penale per disservizi al fornitore, Giorgio Fossati.

E c’è, infine, un terzo polo di questa intricata vicenda, che si trova proprio a Torino, in corso Massimo D’Azeglio, alla sede del quartier generale di Marmodiv, una delle tre cooperative finite nell’inchiesta fiorentina di cui è torinese anche il consiglio di amministrazione. A maggio 2018 è subentrato al cda toscano, quando lo scandalo ha travolto i coniugi Renzi. Un commercialista torinese, Daniele Goglio, si è messo a disposizione come riporta l’informativa della Guardia di Finanza di Firenze. Senza mai ricoprire alcun incarico formale in Marmodiv, come dirà lui stesso ai finanzieri a luglio 2018, viene indicato da tutti come il regista dell’operazione.

Ed è stato l’amico comune Mariano Massone, secondo l’accusa, a mettere in contatto i due. Massone, che è sotto processo con Bovoli a Cuneo, è un altro personaggio centrale nella ricostruzione degli inquirenti. “Lestofanti, imbroglioni, truffatori” li apostrofa Gerardo Martini, il primo creditore di Marmodiv che mentre sono in atto le grandi manovre aspetta pagamenti per oltre un milione di euro. In altri tempi avrebbero fatto fallire la coop, sostiene la procura di Firenze, lasciando tutti a bocca asciutta. Ma a maggio 2018 non possono permetterselo, così trasferiscono la sede a Torino e provano a cambiarle i connotati.

Qualche mese fa, in autunno, è successo un fatto inquietante nell’aula bunker delle Vallette dove si sta celebrando il processo Carminius sulle ndrine di Carmagnola che fanno capo alle famiglie Bonavota e Arone nel quale è imputato l’ex assessore regionale di Fratelli d’Italia, Roberto Rosso. Si parla per un’intera udienza di un’annotazione della finanza negli atti di Carminius, dove emerge che Daniele Goglio è “collegato a diverse società fallite o comunque in difficoltà economica”. Ma non è la politica che intreccia le due storie, quanto piuttosto sono gli affari che il faccendiere avrebbe gestito sia per i Renzi, nel mondo delle cooperative, sia insieme con Antonino Defina, presunto boss della cosca Bonavota.

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