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Si prepara la vendemmia aperta ai turisti 

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L’iniziativa sviluppata dalle Città del Vino per promuovere i paesi. Il Comune lavora al protocollo

TOLLO . È iniziato tutto da un progetto pilota presentato ad Alba (in provincia di Cuneo). Ora le Città del Vino portano la vendemmia turistica nei territori enologici. E Tollo non si tira indietro da questa innovativa idea che vuole sviluppare il turismo nei rispettivi territori. Le Città del Vino italiane preparano per la prossima estate la prima vendemmia turistica. La raccolta manuale delle uve diventa un’esperienza didattica con cui avvicinare per qualche ora al mondo della vigna un pubblico di appassionati, di professionisti, di giovani, di semplici curiosi e amanti del vino. Si tratta di una originale modalità di promozione di centinaia di territori “minori” con vocazione enogastronomica.

Come già accennato, il progetto pilota è stato lanciato lo scorso settembre dal Comune di Alba e adesso arriva sul tavolo dei sindaci di 460 Comuni italiani a vocazione vitivinicola. Un’iniziativa valutata anche in Abruzzo, dove il coordinatore regionale dell’associazione nazionale delle Città del Vino è il sindaco di Canosa Sannita Lorenzo Di Sario. Così a Tollo, uno dei paesi simbolo della viticoltura regionale, il Comune sta preparando il protocollo che qualifica la vendemmia didattica come attività integrativa e connaturata allo sviluppo turistico del territorio, inserita nell’ambito delle attività enoturistiche.

Si tratta, in sintesi, di attività non retribuita, ristretta a poche ore e non oltre l’arco della giornata, rivolta a un pubblico attento di turisti enogastronomici, legati al soggiorno nelle strutture ricettive del territorio oppure in visita giornaliera alle cantine. La vendemmia enoturistica ha pertanto carattere strettamente culturale, ricreativo e didattico, è rivolta a un numero di persone limitato e comunque in misura proporzionata alla dimensione della vigna.

«L’operatore enoturistico dovrà garantire ambienti adeguatamente attrezzati per la tipologia di attività svolta, conformi agli strumenti urbanistici ed edilizi nonché alla normativa sulla sicurezza degli impianti, e dotarsi di assicurazione di responsabilità civile verso terzi per danni a cose e persone», spiega il primo cittadino Angelo Radica illustrando con l’associazione Città del Vino l’originale idea in vista della prossima vendemmia.

«Pur non rientrando nella normativa a tutela dei lavoratori, le operazioni di raccolta di uve e gestione di pratiche agricole si svolgeranno nel rispetto delle norme e discipline igienico-sanitarie e di sicurezza, dal momento che sottopongono a rischi i partecipanti, i quali saranno tenuti anche al rispetto della normativa anti Covid». (a.s.)

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