cronaca

Sonde, cani, droni e georadar 3D: riprendono le ricerche sul Velino 

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I soccorritori tornano a scandagliare Valle Majelama dopo sei giorni d’interruzione per il maltempo Il consigliere comunale Seritti: speriamo di riportarli giù al più presto, impegno e volontà tangibili

di Federica Di Marzio

MASSA D’ALBE. Dopo sei giorni di stop a causa del maltempo, sono riprese le ricerche dei quattro escursionisti di Avezzano dispersi da 26 giorni sul Monte Velino. L’elicottero della polizia e quello dei vigili del fuoco hanno potuto finalmente rimettere in moto le pale per alzarsi in volo dal campo sportivo di Forme, con i soccorritori a bordo, direzione Valle Majelama. È in questa gola del Velino, impervia e maestosa alla stesso tempo, che si cercano disperatamente Tonino Durante di 56 anni, suo cugino Gian Mauro Frabotta (31) e i fidanzati Gianmarco Degni (26) e Valeria Mella (25). Tutti accomunati da una passione per la montagna.

SI VA IN QUOTA PRIMA. La “sveglia” al campo base di Forme sarà anticipata di un’ora: per motivi di sicurezza le operazioni di ricerca in quota saranno svolte principalmente al mattino, per evitare le ore più calde (in questi giorni le temperature sono in rialzo). Con il manto nevoso ancora troppo instabile, il rischio di altre slavine per i soccorritori è sempre in agguato. I primi a salire in quota sono stati i direttori di valanga e i carabinieri del servizio Meteomont per una ricognizione preliminare al fine di valutare il fattore pericolo nell’area delle ricerche. Lo scopo è abbassare il più possibile il livello di rischio, per cui ogni uscita di uomini e tecnici deve essere attentamente ponderata. Intanto, ieri mattina sono state portate in quota le paline, aste di ferro conficcate nella neve per lo studio del manto. Utili a misurare la percentuale esatta di riduzione dello strato nevoso, saranno monitorate grazie ai droni. Con il rialzo termico la speranza è che il blocco di neve e ghiaccio possa incominciare a sciogliersi. Ma il riscaldamento della valle è un’arma a doppio taglio proprio per il possibile distacco di nuovi accumuli di neve.

OGGI SONDE E CANI. Questa mattina le operazioni prendono il via alle 7.30 e i primi a raggiungere il sito delle ricerche sono i sondatori con i cani da valanga. Si buca la neve ogni 60 centimetri per consentire alle unità cinofile di fiutare eventuali molecole dei dispersi. La zona individuata è sempre quella sotto la Sella del Bicchero, il punto in cui gli esperti ipotizzano possa essersi staccata la valanga di enormi dimensioni che con probabilità ha travolto i quattro amici. I fronti di ingresso però potrebbero diventare due: uno da sotto all’imbocco della Valle e l’altro da sopra, dal versate di Ovindoli. Con un metro e mezzo di neve fresca, diventa difficile per i soccorritori portare lo sci in spalla. È quanto deciso nel corso della riunione operativa che si è tenuta ieri, alle 15, al campo base di Forme tra i rappresentati delle varie forze in campo, civili e militari.

TORNA IL GEORADAR. Oggi pomeriggio da Milano è previsto anche il ritorno del georadar 3D messo a disposizione dalla Codevintec Italia. Condizioni meteo permettendo, lo strumento per la scansione della zona, in questo caso dello strato di neve e ghiaccio profondo fino a 12 metri, potrebbe tornare in quota per completare il suo lavoro. Già utilizzato in precedenza, era stato impiegato per la scansione di circa un quinto dell’intero sito valanghivo. È opinione condivisa che la tecnologia, al momento, sia la più idonea per continuare le ricerche dei dispersi.

«VICINI ALLE FAMIGLIE». Stremati da 26 giorni di attesa, i familiari di Tonino, Gian Mauro, Ginamarco e Valeria non hanno mai lasciato Forme nella speranza di ricevere una notizia. «L’impegno e la volontà sono tangibili, speriamo di riportare giù i nostri ragazzi al più presto», dichiara Maurizio Seritti, consigliere comunale di Avezzano con delega alla Protezione civile, rimasto al fianco delle famiglie «che trascorrono le giornate nella speranza di una notizia, contornati dal calore degli amici dei dispersi e dalla vicinanza della straordinaria popolazione di Forme».

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