cronaca

Travolti da una gigantesca valanga, per i 4 escursionisti non c’è stato scampo / VIDEO

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Uno striscione comparso ieri sul cavalcavia dell’ex superstrada del Liri in via Roma ad Avezzano

LA TRAGEDIA DEL VELINO

La ricostruzione di quanto avvenuto quella domenica del 24 gennaio, con la nebbia e nella bufera non si sono accorti di nulla. Il cordoglio e il saluto dei soccorritori

AVEZZANO. Sono stati travolti da una gigantesca valanga e per Valeria, Gianmarco, Tonino e Gian Mauro non c’è stato scampo. Sono morti sul colpo. Questa la ricostruzione di quanto avvenuto domenica 24 gennaio ai quattro escursionisti di Avezzano i cui corpi sono stati recuperati dopo 28 giorni sul Monte Velino e sotto 9 metri di neve. Domani (ore 15) i funerali nel Duomo di Avezzano, il sindaco ha proclamato due giorni di lutto cittadino.

Stando agli accertamenti, i quattro amici sono stati travolti dalla maxi valanga già nella mattinata di domenica 24 gennaio, mentre salivano verso la vetta. Sono tutti morti sul colpo e visto che c’erano una fitta nebbia e una bufera di neve non si sono nemmeno resi conto di quanto stava avvenendo. Gli uomini del soccorso ne sono convinti.

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L’incredibile scenario del Velino, ecco il canalone dove sono morti Valeria, Tonino, GianMauro e Gianmarco

La zona della valanga vista dall’elicottero della polizia di Pescara (video di Roberto Raschiatore)

Le ricerche erano scattate fin dal tardo pomeriggio di domenica e per 28 giorni hanno impegnato centinaia di uomini e donne di Soccorso alpino, carabinieri, Guardia di finanza, polizia, vigili del fuoco e alpini del 9° Reggimento dell’Aquila. Per circoscrivere l’area delle ricerche si è rivelato decisivo l’impiego di sofisticate tecnologie. Su quanto accaduto, la Procura ha avviato un’inchiesta. Un atto dovuto.

«Vogliamo esprimere il cordoglio di tutto il Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico alle famiglie dei quattro dispersi», afferma il presidente regionale Daniele Perilli a nome dei soccorritori, «e un ringraziamento a tutta la comunità di Avezzano, che ci ha dimostrato profondo affetto e tanta vicinanza. È stato un lavoro lungo che ha rafforzato lo spirito di coesione tra i diversi corpi impegnati nelle ricerche, finalizzato al conseguimento del risultato».

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