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Accordo per potenziare i controlli sull’acqua

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TERAMO. Analisi in laboratorio e sensori biologici con allarme precoce: così Ruzzo Reti e Istituto Zooprofilattico di Teramo vogliono «potenziare il sistema di monitoraggio per garantire la qualità…

TERAMO. Analisi in laboratorio e sensori biologici con allarme precoce: così Ruzzo Reti e Istituto Zooprofilattico di Teramo vogliono «potenziare il sistema di monitoraggio per garantire la qualità dell’acqua che esce dal rubinetto dei teramani», come si legge nella nota che dà notizia del rinnovo della convenzione di collaborazione più che decennale tra i due enti.

«La Ruzzo Reti ha assunto l’impegno di implementare il Piano di sicurezza dell’acqua (Water safety plans) secondo le direttive dell’Oms e dell’Iss, in largo anticipo rispetto all’obiettivo normativo fissato per il 2025», si legge nella nota, che poi spiega nel dettaglio il sistema di controllo dell’acqua proveniente dalla sorgente del Gran Sasso: «Riconosciuto quale eccellenza anche in questo settore, per competenze e per attrezzature all’avanguardia, l’Istituto svolge in questo caso nei confronti del Ruzzo il ruolo di supporto tecnico-scientifico nelle analisi dei dati di controllo della qualità delle acque sorgive con il sistema di monitoraggio in continuo basato su sensori biologici e su una sofisticata strumentazione chimica, in grado di rilevare, quantificare e identificare eventuali sostanze nocive nell’acqua. In caso di anomalie un allarme indicherà che i parametri sono alterati. Il controllo costante della qualità dell’acqua è assicurato dunque attraverso l’early warning (allarme precoce) con il monitoraggio in continuo, l’utilizzo di apparecchiature di laboratorio (gascromatografo a spettrometria di massa – GCMS) oltre che con le ordinarie e quotidiane analisi».

«Garantire a 300mila teramani l’acqua e naturalmente la salubrità e l’ovvia potabilità della stessa, significa non fermarsi mai e agire su diversi piani e livelli», commenta la presidente della Ruzzo Reti Alessia Cognitti, mentre per il direttore generale dell’Istituto Nicola D’Alterio «proseguire il percorso già avviato è naturale e doveroso, quando, soprattutto, ne scaturisce la sicurezza per migliaia di cittadini».(l.t.)

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