cronaca

“È autistico, non avrà un futuro” Padre uccide il figlio di due anni

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TREVISO – Non riusciva a farsi una ragione della malattia del figlio di due anni e mezzo a cui avevano diagnosticato una forma di autismo. L’idea di dover convivere con la sofferenza di Massimiliano, il suo unico bambino, lo assillava da settimane. Così ha aspettato che la moglie andasse a lavorare e lo ha ucciso strangolandolo per poi togliersi la vita. È successo ieri a Castello di Godeno, nel Trevigiano.



Egidio Battaglia, 43 anni, era con il bambino nella sua casa di piazza Città Di Boves. La moglie Adriana si trovava invece in ospedale, al San Giacomo di Castelfranco Veneto, dove lavora per una cooperativa di servizi. Secondo i carabinieri, l’uomo aveva pianificato l’omicidio-suicidio già da qualche tempo, come dimostra una lunga lettera lasciata ai familiari. Intorno a mezzogiorno, dopo aver assassinato il piccolo ha afferrato un coltello da cucina e si è reciso la carotide.



I corpi sono stati trovati dal padre e dal fratello del 43enne. Li aspettavano per pranzo e, quando non li hanno visti arrivare, hanno iniziato a cercarli: prima al telefono, poi suonando al campanello di casa. Quando si sono resi conto che la porta era chiusa dall’interno, si sono arrampicati sul balcone dell’appartamento e hanno chiamato i carabinieri.



I corpi del padre e del bimbo erano riversi in bagno, senza vita. Sul tavolo d’ingresso due pagine che l’uomo ha scritto per spiegare il suo gesto: «Sono preoccupato per il suo futuro». Una lettera-testamento in cui ha spiegato di non poter accettare la malattia che era stata diagnosticata al bambino: «Massimiliano è la migliore creatura che potesse venire al mondo, ma quando sarà grande e non avrà più i genitori, che cosa farà?».

Per gli investigatori del Reparto operativo di Treviso, guidati dal tenente colonnello Marco Turrini, non ci sono ombre. Si tratta del gesto estremo di un uomo fragile. D’altra parte, la famiglia non aveva altri problemi. Nessuna frizione apparente nella coppia, né difficoltà economiche. L’uomo lavorava in un’azienda di macchine impastatrici della zona, la moglie era impiegata. La mamma di Massimiliano è stata avvertita da una telefonata. Arrivata a casa è stata colta da un malore e trasportata immediatamente al pronto soccorso.


 

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