cronaca

Meteo, sole e temperature miti: ecco fino a quando durerà l’anticipo di primavera

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ROMA – Sole e termometri in rialzo grazie all’anticiclone che accarezza l’Italia e ci regala un anticipo di primavera. L’alta pressione, infatti, resisterà per gran parte della prossima settimana: protagonisti saranno quindi il sole, le nebbie mattutine e le temperature insolitamente miti.

Questa alta pressione che si è ormai consolidata sull’Italia, resterà ben salda sul bacino del Mediterraneo e sul nostro Paese, per tutta la prossima settimana e potrebbe anche insistere fino ai primi giorni di marzo.  L’Italia vivrà così una lunga fase con assenza di perturbazioni, tempo stabile, prevalentemente soleggiato e con un clima insolitamente mite per la stagione.

Le temperature gradualmente saliranno da Nord a Sud. “E a partire da mercoledì 24 febbraio – spiegano gli esperti del meteo.it – l’anomalia termica positiva sarà particolarmente marcata, fino a 8-10 gradi oltre la norma”. In molte regionisi arriveranno a toccare valori intorno ai 20 gradi. Queste condizioni, però, favoriranno la formazione durante le ore notturne e mattutine di foschie e nebbie sulle pianure e nelle coste adriatiche del Nord, nelle valli del Centro, sulle coste marchigiane, nel nord della Campania e in Puglia. La stabilità atmosferica e la scarsa ventilazione contribuiranno, inoltre, a un crescente accumulo degli inquinanti al suolo, con un rapido peggioramento della qualità dell’aria soprattutto nelle città del Nord.

L’aumento improvviso delle temperature risveglia la natura con piante e prati fioriti fuori stagione che confermano i cambiamenti climatici in atto con il moltiplicarsi di eventi estremi, dal gelo al caldo improvviso. “Le piante da frutto come mandorli e peschi – spiega Coldiretti – hanno iniziato a fiorire in molte aree del paese ma nei campi è fiorito il rosmarino e sono comparse già le margherite ed in generale tutte le coltivazioni sono in tilt e si stanno predisponendo alla ripresa vegetativa. L’andamento climatico può avere infatti l’effetto di ingannare le coltivazioni favorendo un ‘risveglio’ anticipato che le rende poi particolarmente vulnerabili all’eventuale prossimo arrivo del gelo con danni incalcolabili, a partire dagli alberi da frutto”.

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