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Presa Diretta, anticipazioni puntata 22 febbraio, inchiesta su un anno di Covid

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Anticipazioni sulla puntata di questa sera, lunedì 22 febbraio, di Presa Diretta, su Rai Tre dalle ore 21.10 circa. Ecco i servizi del programma condotto da Riccardo Iacona.

La nuova inchiesta di Presa Diretta

Questa sera, su Rai Tre dalle ore 21.10 circa, torna un nuovo appuntamento con Presa Diretta, condotto da Riccardo Iacona. Titolo della puntata del programma di approfondimento giornalistico, L’onda lunga dell’epidemia. Ad anno dall’istituzione della prima zona rossa in Italia, si ripercorreranno le tappe della pandemia che ha cambiato per sempre la nostra vita. In particolar modo, nei servizi a cura di Daniela Cipolloni ed Eleonora Tundo, si parlerà dei dati epidemiologici fin qui raccolti nel nostro Paese. Dati che, sin dall’inizio, sono stati oggetto di aspre discussioni. Ma cosa è stato fatto in un anno su questo fronte e per rinforzare il nostro sistema sanitario nazionale? 

Ad un anno dallo scoppio in Italia della #pandemia abbiamo deciso di interrogare la scienza, i ricercatori e i clinici per fare il punto su una malattia il cui funzionamento è in parte sconosciuto e per poter affrontare le prossime sfide.

21:20 #Rai3 @IaconaRiccardo #COVID19 pic.twitter.com/WQINXWdK63

— Presa Diretta (@Presa_Diretta) February 22, 2021

Ma cosa vedremo in questa puntata? Scopriremo che non esistono dati pubblici sui reparti di rianimazioni e che soltanto pochi di questi dispongono di cartelle cliniche elettroniche. Presa Diretta mostrerà alcuni dati, partendo dai calcoli dell’Istituto Mario Negri, che faranno molto discutere. Secondo una prima ricostruzione – fatta con i numeri messi a disposizione da un centinaio di terapie intensive – l’indice di mortalità nei reparti è del 45%. Prima del Covid, nei reparti di rianimazione, tale indice oscillava tra 20 e il 25%.

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I dati delle terapie intensive italiane

Punto cruciale della narrazione è la variazione della mortalità tra varie terapie intensive. Alcune, infatti, segnano un indice di mortalità del 25-30%, altre dell’oltre 80%. Il ricercatore di GiViTi Stefano Finazzi ha spiegato: “Nelle terapie intensive che si sono trovate a gestire molti più pazienti di quelli che la terapia intensiva era in grado di gestire, la mortalità è stata più alta a parità di condizioni dei pazienti”.

Insomma ci sono delle differenze sostanziali a seconda degli Ospedali, ma cosa è stato fatto per rinforzare le terapie intensive? Un indagine che mostrerà tantissimi colpi di scena.

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