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Troppe varianti Covid Le scuole non riaprono 

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Marsilio ordina una nuova stretta: le superiori chiuse per altri sette giorni Più controlli e divieti anti-assembramenti, test a tappeto in tutta la regione

di Roberto Ciuffini

Troppe varianti del virus, l’Abruzzo è a rischio, deve difendersi. Così, alle 19 di ieri, la Regione ha imposto una nuova stretta. Le scuole superiori abruzzesi rimangono chiuse. Il presidente Marco Marsilio ha firmato l’ordinanza che proroga di altri 7 giorni la didattica a distanza al 100% per tutti gli istituti della regione. Una decisione motivata proprio dall’alta circolazione del virus e dall’ormai incontenibile diffusione della variante inglese alla quale si è affiancata quella brasiliana, quest’ultima particolarmente contagiosa e aggressiva. Il provvedimento non si ferma però alla conferma della dad. Va la di là perché ribadisce il divieto assoluto di assembramenti e impone un monitoraggio a tappeto lasciando chiaramente intendere che, presto, arriveranno «nuove e mirate misure restrittive».

LA SCUOLA. Con l’ordinanza la didattica a distanza viene prorogata al 100% di altri sette giorni, a partire da domani, in tutte le scuole superiori della regione, nessuna esclusa. Questo vuol dire che, se non ci saranno altre disposizioni in materia, si rientrerà in classe il primo marzo. Le superiori erano finite in dad (dopo la breve parentesi in presenza post natalizia), lo scorso 8 febbraio, per effetto di un’altra ordinanza firmata da Marsilio. Quella misura, avendo una durata limitata di due settimane, sarebbe scaduta proprio domani. Di qui il nuovo intervento della Regione. Ma che la didattica a distanza venisse prorogata era praticamente certo, vista la recrudescenza che l’epidemia sta avendo. Ancora una volta però è toccato alla Regione attivarsi visto che a livello governativo finora è prevalso l’orientamento opposto. Rimaneva da capire solo di quanti giorni. Fino a una certa ora della giornata di ieri, era girata voce che la proroga potesse essere di altre due settimane. Ma alla fine Marsilio, d’accordo con il Gruppo tecnico-scientifico regionale, il team di esperti reclutati per l’emergenza Covid, ha deciso per una sola settimana. Il provvedimento, è bene precisarlo, non riguarda le medie e le elementari. Queste ultime, nelle province arancioni (Teramo e L’Aquila), continueranno con la didattica in presenza mentre nelle province rosse (Chieti e Pescara) a decidere su eventuali chiusure sono e saranno i sindaci.

LE MOTIVAZIONI. La necessità della stretta per le scuole superiori si deve a varie considerazioni, che sono spiegate nell’ordinanza. Anzitutto, «l’aumento di circolazione del Covid sul territorio regionale, come rappresentato dal report del Ministero della Salute relativo alla disamina degli indicatori per la settimana 8-14 febbraio». In secondo luogo, «i dati forniti dalle Asl in merito alla circolazione in ambito scolastico nella fascia di età 0-19». Infine, ed è la motivazione più importante, «la presenza ubiquitaria delle varianti del virus sul territorio regionale». In particolare, quella inglese – che ormai, nell’area metropolitana di Pescara, è presente nel 70% dei nuovi contagi – e la brasiliana, che ha fatto la prima vittima in Abruzzo (un 67enne di Francavilla tornato dall’Umbria). Le varianti si stanno dimostrando molto contagiose in particolare tra i giovani. Tenere aperte, con questo scenario, le scuole superiori, per raggiungere le quali, peraltro, gli studenti fanno ricorso massiccio ai mezzi pubblici, significa aumentare i fattori di rischio.

NUOVI RESTRIZIONI. Ma l’ordinanza va oltre il problema delle scuole. Un passaggio, contenuto nell’articolo 4, lascia intendere che, nei prossimi giorni, se l’analisi condotta dal comitato tecnico-scientifico sulla diffusione delle nuove varianti dovesse far emergere nuove criticità, saranno adottate decisioni ancor più drastiche, vale a dire nuove zone rosse circoscritte. Dice infatti l’articolo 4: «Il presidente della Regione ordina l’urgente e puntuale analisi sulla presenza delle varianti del Covid sul territorio regionale e sulle modalità di gestione dei casi correlati, acquisendo ulteriori dati di dettaglio dalle Asl, aggiornati alla data del 21 febbraio, dando mandato al Gruppo tecnico-scientifico regionale di effettuare una nuova valutazione dello scenario epidemiologico, i cui esiti saranno trasmessi entro due giorni dalla data odierna, al fine di consentire il vaglio di eventuali nuove e mirate misure restrittive».

ASSEMBRAMENTI E TEST. In pochi lo rispettano davvero. Così l’ordinanza ribadisce anche il divieto di «assembramento e stazionamento nelle piazze, nei centri storici e nei pressi delle attività commerciali in tutta la regione». E dispone un «ulteriore incremento delle attività di monitoraggio, tracciamento e testing».

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