cronaca

Controllo fauna selvatica, Cia Abruzzo: “Necessario riattivare le attività di contenimento”

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“È urgente e non più prorogabile la modifica dell’art. 44 della Legge Regionale 10/04 nei punti in cui disciplina il controllo della fauna selvatica. È necessario un forte deterrente contro il proliferare incontrollato dei cinghiali che nel 2020 sono aumentati in modo esponenziale anche a causa delle limitazioni collegate alla crisi pandemica da Covid-19 mettendo a serio rischio le colture agricole. Per questo motivo come Cia-Agricoltori Italiani abbiamo proposto alla Regione Abruzzo di riattivare le attività di contenimento coordinate dalla Polizia provinciale a tutela degli agricoltori e degli automobilisti” lo afferma Mauro Di Zio, presidente della Cia-Agricoltori Italiani Abruzzo, sottolineando l’importanza della modifica dell’art. 44 della legge “Normativa organica per l’esercizio dell’attività venatoria, la protezione della fauna selvatica omeoterma e la tutela dell’ambiente” in seguito alla sentenza n. 217/2018 della corte costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del quinto periodo del comma 2, limitatamente alle parole “e dei cacciatori iscritti o ammessi agli Atc interessati, nominativamente segnalati dai comitati di gestione”.

La  modifica proposta ricalca l’articolo della legge regionale della regione Marche, anch’esso impugnato di fronte alla corte costituzionale e rigettato dalla stessa. A supporto delle motivazioni di Cia Abruzzo c’è una ulteriore sentenza che conferma la posizione della Regione Toscana, capofila nel cercare di risolvere criticità legate alla fauna e all’impatto che questa ha sull’agricoltura e sull’ambiente. Secondo i giudici costituzionali sono corretti, dunque, gli atti adottati della Regione che, per il controllo della fauna selvatica, individuano le guardie venatorie volontarie, le guardie giurate private e gli operatori volontari appartenenti al mondo venatorio adeguatamente formati e sempre sotto il coordinamento della polizia provinciale.


 

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