cronaca

Ilva, al processo per disastro ambientale gli agricoltori chiedono 10 milioni di euro di danni

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Dieci milioni di euro (con una provvisionale di 2 milioni) per indennizzare la lesione dell’immagine, del decoro, della struttura organizzativa e del patrimonio economico degli associati dell’Unione provinciale degli agricoltori di Taranto: è la richiesta ribadita oggi da Confagricoltura Taranto, parte civile nel processo ‘Ambiente svenduto’ per il presunto disastro ambientale causato dall’Ilva negli anni della gestione della famiglia Riva. Dopo che la pubblica accusa ha chiesto la condanna per 38 imputati (di cui tre società) e 9 non luogo a procedere per intervenuta prescrizione, è iniziata la discussione delle parti civili.

Nello specifico Confagricoltura Taranto, attraverso l’avvocato Donato Salinari, ha sostenuto che “il danno ambientale prodotto ha leso il diritto alla salute, alla proprietà ed all’iniziativa economica degli agricoltori associati all’Unione provinciale agricoltori di Taranto che dalle pervicaci condotte lesive dell’ambiente poste in essere dall’Ilva e dagli imputati ha subito discredito derivante dal mancato raggiungimento dei fini istituzionali dell’associazione”.

Confagricoltura Taranto, commenta il presidente Luca Lazzàro, è “intervenuta nel processo Ambiente Svenduto per tutelare i propri iscritti ma anche per affermare un principio: l’agroalimentare non è un settore secondario all’industria. Anzi, oggi è parte fondamentale del processo di riconversione dell’area economica tarantina. In caso di condanna, il risarcimento dei danni verrebbe utilizzato per promuovere un ristoro per gli associati e sostenere l’imprenditoria giovanile del territorio”.


 

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