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«Soldi spesi per sedie e scrivanie» 

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la polemica a guardiagrele 

Denuncia di Dal Pozzo: ma la Asl non compra strumenti per radiologia

di Giovanni Iannamico

GUARDIAGRELE. «Per la diagnostica di Guardiagrele non ci sono soldi, ma la Asl impegna 260mila euro per l’acquisto di sedie, armadi scrivanie e poltrone». La denuncia arriva dall’ex sindaco Simone Dal Pozzo e dal suo gruppo consiliare di minoranza Guardiagrele il Bene in Comune. Nei giorni scorsi, il gruppo di opposizione aveva espresso il suo «sconcerto» per una dichiarazione della Asl in cui si affermava che non ci sono disponibilità per l’acquisto di un apparecchio di radiologia per l’ospedale guardiese, invitando il Comune a farsi parte attiva per il reperimento dei fondi. Sempre nei giorni scorsi, il direttore generale Asl Thomas Schael aveva incontrato il sindaco Donatello Di Prinzio.

«L’indignazione per questa dichiarazione di ostilità, verso la salute del nostro territorio», afferma il gruppo, «aumenta poi di fronte ad atti con i quali si impegna una somma addirittura maggiore per acquistare scrivanie, tavoli ovali, appendiabiti, classificatori, armadi metallici, tavoli per riunioni e armadietti. La Asl trova fondi per questo genere di investimenti e per rinnovare i suoi arredi, ma risponde picche alla necessità, rappresentata ormai da anni, di rinnovare il parco tecnologico di un presidio sanitario che serve oltre 40mila cittadini».

Dal Pozzo e i suoi precisano che tra gli acquisti, spiccano 75 sedie direzionali, descritte con la loro specifica tecnica: 4 ruote, schienale alto in rete traspirante con supporto lombare regolabile, sistema basculante, seduta imbottita, colore nero e braccioli regolabili in altezza. «Insomma», ironizza Guardiagrele il Bene in Comune, «sembra che ci vogliano poltrone comode per decidere che a Guardiagrele non si fa nessun investimento».

Il centrosinistra ricorda poi che era stata proprio la Asl, in un comunicato dello scorso 11 febbraio, a dichiarare l’impossibilità di far fronte a un investimento di 200mila euro, con risorse proprie, per la radiologia di Guardiagrele. «Da troppo tempo», prosegue il gruppo, «attendiamo di leggere un atto nel quale si elenchino le apparecchiature e le tecnologie per rendere l’assistenza territoriale e la diagnostica degne di questo nome e, soprattutto, coerenti, con i sostanziali trasferimenti legati all’emergenza Covid. Tutto questo ha precise responsabilità che sono della Asl e della Regione Abruzzo che su di essa esercita il controllo. Per questo», conclude il gruppo, «mentre continueremo a denunciare questi fatti, chiediamo con forza a chi ha la responsabilità di decidere, l’assunzione di un atto chiaro e definitivo su quello che il nostro presidio deve avere sia nell’immediato che nel prossimo futuro».

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