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Appalti pilotati in Comune: arrestati Piccone e il sindaco 

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L’ex senatore finisce in carcere a Vasto, domiciliari anche per sei dirigenti e imprenditori Il gip del tribunale: sistema corruttivo e clientelare fondato su amicizie e conoscenze

di Roberto Raschiatore

CELANO. Un sistema corruttivo e clientelare, fondato su amicizie e conoscenze tra gli amministratori del bene pubblico e una cerchia di cittadini o imprenditori locali. Per piegare l’interesse collettivo a quello di pochi.

Il gip del tribunale di Avezzano, Maria Proia, motiva così l’ordinanza che all’alba di ieri ha scatenato un putiferio nel Comune di Celano, squassato da otto arresti. Il nome eccellente è quello dell’imprenditore Filippo Piccone, 59 anni, ex senatore e deputato di Forza Italia e Pdl, ex coordinatore regionale del Pdl, già sindaco e attuale vice. Finito in carcere a Vasto. Agli arresti domiciliari, invece, l’attuale primo cittadino, Settimio Santilli, 45 anni, al suo secondo mandato. Domiciliari anche per i dirigenti comunali Valter Angelo Specchio, 66 anni, di Roseto (ex dg della Provincia già coinvolto in un’inchiesta nel post-sisma per la quale fu arrestato), Luigi Aratari, 39 anni, di Gioia dei Marsi, e Daniela Di Censo, 44 anni, originaria di Aielli ma residente ad Avezzano, per l’ex segretario comunale (ora ad Avezzano) Giampiero Attili, 59 anni, di Tagliacozzo, e per gli imprenditori Livio Paris, 40 anni, e Goffredo Mascitti, costruttore 68enne, entrambi di Celano.

LE ALTRE MISURE. Altri 15 i provvedimenti cautelari emessi, con divieti a esercitare l’attività professionale (da sei a 12 mesi), nei confronti di Franco Felli, 39 anni, di Celano, dell’architetto Luca Piccirillo, 49 anni, di Avezzano, del costruttore John Carmine Lastella, 55 anni, di Celano e residente a Silvi Marina, di Claudia Stornelli, 36 anni, di Celano, Roberto Tonelli, 54 anni, di Avezzano, dell’architetto Lucio Zazzara, attuale presidente del Parco nazionale della Majella, 71 anni di Pescara, Giovanni Maceroni, 30 anni, di Pescina, Valeria Pacchiarotta, 36 anni, di Celano, Andrea Pandolfi, 33 anni, di Celano, Francesco Stornelli, 42 anni, di Celano, Fabrizio Confortini, 42 anni, di Pescara, Eugenio Russo, 37 anni, di Roma, Leonardo Gatti, 48 anni, di Viterbo, Vincenzo Santilli, 36 anni, di San Benedetto dei Marsi, Sergio Rossi, 68enne di Paganica. L’attuale assessore allo Sport, Barbara Marianetti, 48 anni, ed Ezio Ciciotti, 59 anni, ex vicesindaco di Celano, hanno avuto l’obbligo di firma (alle 16, dal lunedì al venerdì).

LE IPOTESI DI REATO. I reati contestati ai 25, a vario titolo, vanno dall’induzione indebita a dare o promettere utilità all’istigazione alla corruzione, fino al tentato peculato, alla turbata libertà degli incanti, alla turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, alla falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e alla rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio.

ALTRE 31 DENUNCE. Sono stati denunciati dai carabinieri, sempre per reati a vario titolo, altre 31 persone, le cui posizioni sono molto marginali: Al Ayoub Imad residente all’Aquila, Michele Aureli di Gioia dei Marsi, Fabrizia Aveani di Celano, Paolo Bonini di Celano, Nazzareno Caferra di Celano, Erica Cerasani di Avezzano, Fabio Croce di Roma, Federico D’Aulerio di Ortucchio, Massimiliano Forte, capo di gabinetto del sindaco di Celano, Selvaggia Iannotti di Avezzano, Piergiorgio Iannuzzi di Avezzano, Giovanni Imparato di Roma, Giuseppe Lanzillotta di Roma, Michele Laurito di Conegliano Veneto (Tv), Domenico Luccitti di Celano, Panfilo Luccitti di Celano, Giuseppe Marchetti di Celano, Maria Marchione di Francavilla al Mare, Eliana Morgante, ex assessore alla Cultura del Comune di Celano, Ilio Nino Morgante di Celano, Dorinda Mostacci di Celano, Domenica Petrucci di Ortucchio, Armando Raglione di San Benedetto dei Marsi, Enrico Ricci di Ateleta, Walter Franco Rosa dell’Aquila, Sante Rossi di Celano, Gianvincenzo Sforza, responsabile del periodico “Il piccolo marsicano”, Giovanni Soricone di Pescina, Carlo Torrelli di Celano, Giuseppe Venta di Acciano, Ferdinando Costanzi Esposto di Roma.

L’INIZIO DI TUTTO. L’indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo dell’Aquila, diretto dal maggiore Edoardo Commandè (lo stesso dei procedimenti che hanno portato agli arresti dei sindaci di Tagliacozzo e Capistrello, ndr), ha avuto inizio l’8 gennaio 2018 dalle dichiarazioni di Calvino Cotturone, consigliere comunale d’opposizione e segretario cittadino del Partito democratico. Da qui la successiva inchiesta diretta dai pubblici ministeri Roberto Savelli (poi trasferitosi a Civitavecchia, ndr) e Lara Seccacini e coordinata dal procuratore Andrea Padalino Morichini. Ieri in municipio i militari di Commandè hanno proceduto a una nuova acquisizione di atti.

ECCO LE ACCUSE. Gli esponenti dell’amministrazione comunale, secondo l’accusa, hanno avuto diverse condotte antigiuridiche, finalizzate all’indebita percezione ed erogazione di fondi comunali a liberi professionisti e imprenditori operanti nella Marsica. In particolare, sempre stando alle ipotesi di reato, gli amministratori e i dirigenti comunali hanno turbato numerose procedure di gara, pilotando l’affidamento di appalti per l’esecuzione di lavori, progettazioni e servizi o frazionando gli appalti in modo da procedere con affidamenti diretti sotto soglia, a favore di soggetti predeterminati, perlopiù imprenditori e liberi professionisti locali, spesso ricorrendo alla falsificazione di atti pubblici. Per la Procura, quindi, lavoravano solo gli amici, allo scopo di mantenere un potere politico notevole.

FILMATI IN UFFICIO. L’indagine si basa principalmente su intercettazioni telefoniche e ambientali, con microspie piazzate negli ambienti del municipio. Ma anche su riprese video fatte dai carabinieri nell’ufficio comunale di Piccone, colui che per l’accusa era «a capo del sistema clientelare» ed era solito «ricevere amministratori, tecnici, imprenditori, dipendenti comunali, privati cittadini in cerca di lavoro e decidere quali progetti realizzare, con quali modalità e a chi affidare incarichi e appalti, chi far lavorare nelle cooperative esterne al Comune e, in un caso, in cambio di favori sessuali da parte dell’aspirante».

LA DIFESA. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Antonio e Pasquale Milo, Roberto Verdecchia, Gianluca Presutti, Franco Colucci, Vittoriano Frigioni, Leonardo Casciere, Stefano Rossi, Domenicantonio Angeloni.

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