cronaca

Focolaio tra i pazienti al Mazzini I contagiati sono 30 in due reparti 

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Tutto è nato da una degente di Medicina che stava per essere dimessa ma presentava sintomi, poi si sono scoperti positivi anche in Cardiologia. Tutti sono stati trasferiti nei reparti Covid

di Dino Venturoni

TERAMO. Il Covid-19 è tornato a picchiare duro su Teramo dopo un periodo di relativa tranquillità e lo ha fatto insinuandosi nella prima linea della guerra contro la pandemia, l’ospedale Mazzini, dove si registrano 30 contagi – nessuno dei quali al momento riconducibile a varianti del virus – tra i pazienti di due reparti.

LA RICOSTRUZIONE. In una nota diffusa ieri la Asl ha ricostruito così l’origine e lo sviluppo del focolaio: «Sabato scorso, da indagini approfondite su una paziente in via di dimissione che evidenziava sintomi anomali rispetto al quadro clinico e che al tampone è poi risultata positiva, è emerso un focolaio di coronavirus nel reparto di Medicina dell’ospedale di Teramo. Sono immediatamente stati sottoposti a tampone tutti i degenti del reparto, tutto il personale, compresi gli addetti alla distribuzione del vitto e delle pulizie. Quattordici pazienti ricoverati sono risultati positivi, mentre tutto il personale è risultato negativo. È immediatamente scattato il protocollo di sicurezza, che si aggiunge alle normali procedure che consistono in un tampone sui pazienti in entrata, eseguito in Pronto soccorso, e ad un ulteriore tampone molecolare eseguito sui pazienti in entrata nel reparto di Medicina. Sono stati dunque avvisati tutti i reparti con cui i pazienti sono venuti in contatto, sia per trasferimento che per consulenze. E due degenti della Medicina trasferiti in Cardiologia sono risultati positivi. Tutti i degenti contagiati sono stati trasferiti nei reparti Covid e gli altri ricoverati negativi vengono sottoposti a tampone ogni giorno per monitorare continuamente le loro condizioni. Nel frattempo sono stati chiamati tutti i pazienti dimessi nell’ultima settimana, che verranno sottoposti a tracciamento da parte dell’Ucat (l’unità che effettua tamponi e assiste i positivi a domicilio). Nel pomeriggio, alle 15,30, i risultati dei tamponi eseguiti in mattinata hanno dato nuovi esiti: altri otto pazienti in Medicina e sei in Cardiologia. Anche questi degenti sono stati trasferiti nei reparti Covid».

LE MISURE. Al Mazzini, ora, si registra ovviamente una “stretta” delle misure anti-Covid e la nota di ieri della Asl lo conferma così: «La direzione generale, in un vertice che si è svolto in mattinata, ha disposto l’innalzamento delle misure di sicurezza incrementando ulteriormente il livello di vigilanza e controllo anche sugli accessi alla struttura ospedaliera. È stata convocata una riunione urgente dell’Unità di crisi per domani (oggi, ndr) alle 17».

IL PUNTO. A dispetto della situazione del Mazzini, nel complesso i numeri della pandemia in provincia continuano ad essere non allarmanti, almeno se li si rapporta a quelli di Pescara e Chieti. Ieri si sono registrati 61 nuovi positivi, un deceduto (Ferdinando Marcozzi, 69 anni, di Alba Adriatica) e un leggero aumento dei ricoverati (124, di cui cinque in Rianimazione: erano 116 sabato 20).

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