pescara

Vaccino dai medici di famiglia Verì: «L’accordo in settimana» 

vaccino-dai-medici-di-famiglia veri:-«l’accordo-in-settimana» 

Dopo il protocollo nazionale, la Regione adesso deve firmare l’intesa con le organizzazioni sindacali In mille sono pronti a somministrare le dosi anche a domicilio. L’assessore: «Presto la fumata bianca»

di Giammarco Giardini

PESCARA. In Abruzzo oltre mille medici di famiglia aspettano che venga siglato l’accordo con la Regione per poter effettuare le vaccinazioni anti Covid. Domenica è stato firmato il protocollo d’intesa nazionale tra Governo, Regioni e i sindacati dei medici di famiglia Fimmg, Snami, Smi e Intesa Sindacale per il loro coinvolgimento nella campagna di vaccinazione contro il coronavirus. L’intesa siglata rappresenta in sostanza una cornice di base, che disciplina regole di buon senso, entro cui si dovranno stipulare gli accordi specifici a livello regionale.

In undici regioni (Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta, Lazio e Liguria) sono già stati sottoscritti gli accordi con i medici di medicina generale. In Abruzzo questa intesa non è stata ancora siglata. «Nell’incontro della settimana scorsa con l’assessorato alla Sanità», spiega Franco Pagano, segretario regionale Fimmg (federazione italiana medici di medicina generale), «abbiamo dato la disponibilità a partecipare alla vaccinazione. Ora aspettiamo che la Regione ci convochi di nuovo per stabilire come, dove e quando effettuare le vaccinazioni». L’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, fa sapere che entro la settimana ci sarà l’incontro con le sigle sindacali per arrivare alla stesura di un accordo.

L’ATTESA. «L’intesa che è stata raggiunta a livello nazionale disciplina soltanto delle regole di buon senso e non è un accordo collettivo nazionale», precisa Pagano. «È una cornice, al cui interno bisogna stipulare specifici accordi regionali. La scorsa settimana, la Regione Abruzzo ha convocato le organizzazioni sindacali della medicina generale. Parliamo non solo dei medici di famiglia, ma anche dei medici di continuità assistenziale, della medicina dei servizi e dell’emergenza territoriale. Poiché non c’è obbligatorietà da parte della Regione di coinvolgere i medici di famiglia», spiega il segretario regionale della Fimmg, «ma non c’è nemmeno l’obbligatorietà di questi ad aderire, nell’incontro con l’assessorato alla Sanità si è sancito da un lato la disponibilità della medicina generale a partecipare alla vaccinazione anti Covid e dall’altra parte è stata manifestata dall’assessore la volontà a coinvolgere i medici di base. Di come verranno effettuate le vaccinazioni, di quali vaccini saranno consegnati ai medici di base, di dove e quando inizierà la campagna non ne abbiamo ancora parlato. Aspettiamo un successivo incontro», conclude Pagano, «per stabilire tutti questi aspetti».

I TEMPI. «Stiamo già lavorando da settimane sull’accordo con i medici di base», spiega l’assessore Verì, «ma stavamo aspettando che venisse firmato questo protocollo nazionale per recepirlo e per chiedere poi un altro tavolo con le sigle sindacali per arrivare a un accordo definitivo. Convocheremo un incontro entro questa settimana per arrivare alla firma dell’intesa. Il ruolo dei medici di base sarà strategico e fondamentale nella campagna di vaccinazione».

IL PROTOCOLLO NAZIONALE. In primis si specifica che «la platea dei soggetti da sottoporre a vaccinazione da parte dei medici di medicina generale, in relazione alla fascia di età, alle patologie, alle situazioni di cronicità, alla effettiva disponibilità di vaccini, nonché le modalità logistiche/organizzative per la conservazione e la somministrazione del vaccino» saranno disciplinate dagli accordi regionali. Ogni medico avrà un approvvigionamento certo che gli garantirà di rispettare i tempi organizzativi verso i propri assistiti e l’aggiornamento dell’anagrafe vaccinale. In tal senso, sarà utilizzata un’apposita piattaforma di registrazione delle vaccinazioni effettuate a livello regionale da trasferire nei dati nazionali.

DOVE E COME. Per quanto riguarda il luogo di vaccinazione, è già la convenzione a disciplinare il tutto per cui «laddove i profili organizzativi e logistici della vaccinazione anti Covid da effettuarsi da parte dei medici di medicina generale non consentissero la vaccinazione presso i loro studi, anche relativamente alla assenza di personale amministrativo e infermieristico, è previsto l’intervento professionale dei medici di medicina generale presso i locali delle aziende sanitarie (centri vaccinali) a supporto o presso il domicilio del paziente, da regolarsi negli accordi regionali».

IL COMPENSO. Per quanto riguarda il nodo del finanziamento, nel protocollo si precisa che esso «è a carico di quota parte del fondo sanitario nazionale». Pertanto, è necessario un finanziamento aggiuntivo ad integrazione. Il compenso ai medici, dunque, sarà disciplinato dagli accordi regionali fatto salvo la tariffa minima di circa 6 euro prevista dalla convenzione.

LA STRATEGIA. Per il ministro della Salute Roberto Speranza la presenza capillare dei medici di base «e il loro rapporto di fiducia con le persone sono un valore aggiunto importante che ci consentirà, quando aumenteranno le dosi a disposizione, di rendere più forte la nostra campagna di vaccinazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: