cronaca

‘Ndrangheta, la passione per la cucina e i tatuaggi incastrano un pericoloso latitante

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Aveva scelto la Repubblica Dominicana per sparire e farsi dimenticare, ma lo hanno tradito i tatuaggi e l’amore per la cucina. A cinque anni dall’inizio della sua latitanza è stato rintracciato e arrestato Marc Feren Claude Biart, narcotrafficante romano di nascita ma legato al clan Cacciola di Rosarno.  

L’uomo si era rifugiato a Boca Chica, località turistica nei pressi di Santo Domingo, dove per anni è stato sempre ben attento a non dare nell’occhio. Evitava accuratamente la comunità italiana, niente vita mondana, né lussi di quelli che richiamano l’attenzione. La casa da cui esce ammanettato è una sobria villetta bianca. Ma Marc, così tutti chiamavano quell’italiano un po’ schivo, aveva una passione cui non ha saputo rinunciare, la cucina. Insieme alla moglie ha aperto un sito di cucina, con tanto di video-ricette ed è stata la sua rovina. Pur non mostrando mai il volto in camera, il cuoco Marc ha sempre mostrato le braccia coperte da riconoscibilissimi tatuaggi. Una firma per gli investigatori che stavano da tempo sulle sue tracce.  

A individuarlo è stato il pool interforze di I Can (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta), composto da Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza – con la collaborazione dell’Interpol della Repubblica Dominicana ed il lavoro dell’Esperto per la sicurezza italiano a Santo Domingo. Sono stati loro a seguire le tracce lasciate da “Marc” sul web e sui social e ad identificarlo dai disegni sulle braccia.  

L’arresto di Biart arriva alla vigilia del vertice operativo di Interpol, in programma nei prossimi tre giorni tra Roma, Catanzaro e Reggio Calabria, a poco meno di un anno dall’avvio di I Can, progetto che coinvolge le forze di polizia italiane e quelle di 10 Paesi del mondo (Argentina, Australia, Brasile, Canada, Colombia, Francia, Germania, Svizzera, Uruguay, USA), che hanno costituito unità operative dedicate alla lotta alla ‘ndrangheta. Per l’occasione, arriveranno in Italia Stephen Kavanagh, vice segretario Generale di Interpol,  Cyril Gout (Director Operational Support and Analysis) e Roraima Andriani (Director Global Outreach and Regional Support) per il Comitato direttivo di I Can, nei prossimi giorni attesi in Calabria dove incontreranno, oltre a tutte  le forze di polizia, il procuratore capo di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri e quello di Catanzaro, Nicola Gratteri

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