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Area verde venduta Lanci: il sindaco spieghi questa scelta 

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LANCIANO. «Il sindaco Mario Pupillo dia pubblica spiegazione della vendita a un privato di uno spazio verde pubblico, un fatto che sembrerebbe una “mandrakata” ai danni della stessa maggioranza che…

di Daria De Laurentiis

LANCIANO. «Il sindaco Mario Pupillo dia pubblica spiegazione della vendita a un privato di uno spazio verde pubblico, un fatto che sembrerebbe una “mandrakata” ai danni della stessa maggioranza che lo sostiene, che si è dichiarata ignara della vicenda e che comunque è colpevole di aver votato a favore dell’alienazione del terreno senza aver riconsultato le carte». Anche l’associazione Nuovo Senso Civico (Nsc) prende posizione sul pasticcio di via Miscia che ha visto inserire nel piano delle alienazioni, per poi vendere a un privato confinante, una piccola e bella area verde tra via Miscia e via Don Minzoni che prima risultava pubblica (era stata realizzata dai costruttori delle palazzine a uso collettivo) e frequentata da un centinaio di famiglie.

«Che fine ha fatto il regolamento dei beni comuni?», incalza l’associazione presieduta da Alessandro Lanci, «tutto è rimasto tristemente sulla carta, inattuato. Nonostante l’adozione del piano sui beni comuni, da noi fortemente voluto e sponsorizzato, questa amministrazione persevera con l’atteggiamento di chi con la mano destra fa e con la sinistra distrugge, esibendo una schizofrenia nella visione del futuro della città che passa dalla pregevole iniziativa di piantumazione di mille alberi alla vendita a un privato di uno dei pochi spazi verdi pubblici all’interno dell’area urbana, oltretutto venduto a una somma molto inferiore rispetto ai parametri minimi stabiliti per legge». L’area, che nel piano delle alienazioni è stata valutata tra i 30 e i 74 euro a metro quadro, è stata ceduta per meno di 50 euro al metro quadro.

Nuovo Senso Civico cita un altro “errore” edilizio dell’amministrazione Pupillo. «Si è permesso di far costruire nuove palazzine in un’area in cui una scuola, la primaria Rocco Carabba, si ritrova sommersa dal cemento», fa notare l’associazione, «si è pensato bene che la scuola potesse fare a meno di uno spazio verde, consentendo la costruzione, legittima, di due palazzi di sette piani, come se in una città a incremento demografico prossimo allo zero ce ne fosse bisogno e come se il futuro dei bambini della Carabba potesse essere tranquillamente inghiottito dal fosso in cui la scuola è stata costruita. Quando le nuove palazzine saranno abitate e quando, come previsto, nella stessa area sarà costruita una nuova scuola, sarà stato congestionato l’ennesimo pezzo di città e ci ritroveremo con enormi problemi di traffico e mobilità. Quando ci chiedono da che parte stiamo», conclude il sodalizio, «avvertendoci come interlocutori credibili per una idea di città, abbiamo difficoltà a far comprendere che non staremo mai con nessuno che non metta in primo piano l’interesse dei cittadini in quanto comunità».

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