cronaca

Ordinanza di Pasqua, l’albergatore di Firenze: “Noi moriamo di rabbia gli altri ci rubano i turisti”

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FIRENZE – Gestisce tre quattro stelle a Firenze, di cui uno in pieno centro. E dà lavoro a 96 dipendenti, gran parte in cassa integrazione. Giancarlo Carniani è il general manager del gruppo To Florence Hotels, oltre che l’ideatore di Bto, il più importante evento italiano dedicato alla distribuzione online dei prodotti turistici, che si svolge ogni anno nel capoluogo toscano. E oggi è “furioso” per la possibilità di trascorrere all’estero le vacanze di Pasqua, mentre l’intera penisola sarà soggetta a pesanti restrizioni.

Cosa la fa arrabbiare?


“Trovo paradossale, per usare un eufemismo, che dalla Toscana si possa andare alle Canarie ma non in Emilia-Romagna. Noi albergatori ci sentiamo dimenticati e siamo molto arrabbiati. Non perché non comprendiamo le ragioni della zona rossa, ma perché vediamo tante altri Paesi attrezzarsi in vista di una ripartenza del turismo, mentre a noi manca un orizzonte temporale. In Grecia e Spagna sono già stati messi a punto protocolli precisi, e le prenotazioni stanno decollando”.


Qual è la situazione del settore in una città d’arte come Firenze?


“Pesantissima. Io gestisco tre hotel, e l’unico oggi aperto è Villa Olmi, perché ospita i raduni della Fiorentina. Il Plaza Lucchesi, in pieno centro, ha riaperto un paio di mesi la scorsa estate. L’ultimo, il Mulino di Firenze, è chiuso da marzo 2020. I nostri dipendenti sono quasi tutti in cassa integrazione da più di un anno”.

Sareste disposti ad adottare misure di sicurezza ancora più stringenti, pur di ripartire?


“Ciò che ci verrà chiesto, siamo pronti a farlo. Così come è avvenuto l’estate scorsa, quando abbiamo risposto in tempi rapidissimi a ogni richiesta di sanificazione e riorganizzazione. A ucciderci è l’incertezza. Vorremmo che all’estero, dove le vaccinazioni stanno procedendo speditamente, si sapesse che si possono fare vacanze sicure in Italia. Inoltre devono cessare i limiti alla mobilità: capisco che siano ritenuti necessari ancora per un mese, ma poi basta. Noi siamo pronti ad a

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