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«Con il predissesto niente fondi al sociale» 

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Taglio delle indennità e dei gettoni ai consiglieri: l’aula respinge la mozione dell’opposizione

CHIETI. Il taglio delle indennità di sindaco e giunta e dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali torna a suscitare polemica. I soldi non possono più essere destinati al sociale, come preventivato, a causa dell’avvio dell’iter per il predissesto. La novità ha lasciato a dir poco sorpresi i consiglieri comunali di Udc, FdI e Lega, che avevano riportato la questione in aula, grazie a una mozione redatta da Mario De Lio e sostenuta da tutti e 3 i gruppi.

Si scopre ora, invece, che la mozione è in contrasto con la delibera del 29 dicembre sul predissesto. L’iter del predissesto, ha spiegato il presidente del consiglio comunale Luigi Febo, «prevedendo il taglio della spesa per la copertura dei debiti, sancisce quindi che non è più possibile destinare fondi ad altre funzioni, perché tutte le risorse possibili devono essere usate per ripianare i debiti».

«Il ricorso al piano di riequilibrio», precisa la segretaria comunale Celestina Labbadia, «impone necessariamente e obbligatoriamente l’applicazione delle aliquote al massimo e la riduzione della spesa corrente, ma la mozione impone di destinare il taglio degli emolumenti a ulteriori spese».

Vale a dire che l’economia che risulta dal taglio degli emolumenti non può essere fatta al fine di impiegarne il frutto in altre spese. E così la mozione è stata respinta. «È un fatto molto grave e senza precedenti», ha detto la capogruppo FdI, Carla Di Biase, «siamo stati deviati e fuorviati. Vorrei capire ora cosa ci è stato decurtato dal nostro gettone di presenza e a che titolo. È una presa in giro. Se corrisponde al vero ciò che ci avete detto, dovete annullare la delibera che destina parte dei gettoni di presenza dei 32 comunali al sociale».

Alla consigliera replica Febo: «Di Biase si arrampica sugli specchi», dice, «facendo un racconto falsato di quello che è successo. Su mia proposta abbiamo adottato la delibera per destinare parte del gettone di presenza al sociale. È stato istituito un capito specifico per la destinazione di quelle somme, rispettando un principio di trasparenza. Ma noi non immaginavamo difficoltà economiche dell’ente di tale portata, quando ce ne siamo resi conto abbiamo avviato l’iter del piano di riequilibrio, che dice che si devono comprimere le spese, stiamo facendo uno sforzo immane per redigere il piano di riequilibrio e non andare in dissesto. La delibera sul taglio dei gettoni di presenza è stata adottata il 10 dicembre, quella sul piano di riequilibrio solo successivamente, il 29 dicembre. Dunque non c’è nulla di strano, né di strumentale». (a.i.)

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