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Mamma morta all’improvviso: indagati 4 medici dell’ospedale  

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Nuova istanza in Procura dei familiari della 29enne: «Controllate le immagini registrate dal San Pio» Il pm Pecoraro ha scelto due esperti per l’autopsia: stamattina l’incarico. Altre testimonianze

VASTO. L’indagine sulla morte di Anna Zinni, 29 anni, non è più contro ignoti: quattro i medici indagati dalla Procura della Repubblica di Vasto per omicidio colposo. La notifica è arrivata ieri pomeriggio. «Si tratta di un atto dovuto», spiegano gli avvocati Antonello Cerella e Silvia Ranalli che difendono gli indagati.

Il sostituto procuratore Michele Pecoraro ritenendo necessario eseguire con urgenza accurati accertamenti medico legali per stabilire le cause della morte della mamma di tre figli, ha convocato per questa mattina alle 9 in Procura per il conferimento dell’incarico i periti, Cristian D’Ovidio medico legale dell’Università di Chieti e Aldo Salvi, specialista in medicina interna e cardiologia. Subito dopo il magistrato deciderà se far effettuare l’esame medico legale già nel pomeriggio o rinviarlo a domani mattina. Alla perizia sarà presente anche il medico legale scelto dalla famiglia Zinni e i periti che saranno nominati dai medici indagati. L’avviso di garanzia è stato inviato ai medici che hanno preso in carico e assistito la donna fino al momento del decesso.

Diversi i quesiti a cui i familiari di Anna Zinni sperano che l’autopsia riesca a dare una risposta. Cosa ha provocato l’embolia polmonare? Poteva essere diagnosticata prima del malore? Cosa è accaduto da quando la donna ha ripreso i sensi e il decesso in ospedale? A questo proposito gli avvocati Elisa Pastorelli, Raffale Giacomucci e Isabella Mugoni, i legali dei sei familiari della donna che hanno firmato l’esposto in Procura – l’ex marito, l’attuale compagno, i genitori e due fratelli- hanno richiesto alla Procura, a supporto delle indagini, anche l’acquisizione delle immagini delle telecamere della videosorveglianza del San Pio che mostrano l’arrivo di Anna Zinni in ospedale e i successivi soccorsi. Soccorsi che, a detta dei sanitari, sono stati frenetici nel disperato tentativo di mantenere in vita il muscolo cardiaco della paziente. La donna pare sia stata portata anche in terapia intensiva e stimolata con il defibrillatore. Ogni sforzo è stato vano. E purtroppo gli esperti assicurano che quello che è accaduto alla ventinovenne di Vasto, non è affatto raro. «Per i familiari che hanno visto Anna riprendere i sensi prima di salire in ambulanza», spiegano gli avvocati, «è importante stabilire se, quando è arrivata al San Pio, Anna era ancora cosciente. Che l’embolia polmonare sia un killer per molte donne è assodato. Tuttavia sono tanti gli aspetti da chiarire. La famiglia, come abbiamo già detto, cerca una spiegazione che li aiuti a rassegnarsi ad un lutto così grave». Eloquente il messaggio scritto sulla pagina Facebook di Anna da una parente: «La verità non colmerà il dolore e la mancanza ma almeno avremo chiarezza. Lotteremo per sapere la verità come avresti fatto tu Anna. Lo faremo per i tuoi bimbi».

I carabinieri della Compagnia di Vasto, diretti dal maggiore Amedeo Consales, proseguono gli interrogatori di tutte le persone che hanno assistito al malore. Gli investigatori, se necessario, parleranno anche con il medico curante della donna per sapere se ultimamente soffrisse di qualche patologia o se fosse intollerante o allergica a qualcosa. Non sarà tralasciato alcun particolare. Prima di poter avere il quadro completo della situazione trascorreranno diversi giorni. È probabile che i medici legali depositeranno le conclusioni della perizia non prima di 60 giorni anche se non è escluso che la causa della morte sia evidente al punto da accorciare i tempi.

Nonostante il grande dolore i familiari di Anna Zinni in questi giorni stanno cercando di stare il più vicino possibile ai figli della donna (il più piccolo ha solo un anno) che erano legatissimi alla mamma. Per loro sarà una Pasqua insolita, senza la figura materna così importante per tutti e tre. (p.c.)

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