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Vaccini per i malati gravi I medici ritirano le dosi 

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È iniziata la distribuzione di flaconi e siringhe da parte della Asl ai professionisti  Cerolini Forlini: «Così potremo raggiungere i pazienti che non escono di casa»

PESCARA. È cominciata ieri, da parte della Asl, la distribuzione ai medici di famiglia di Pescara e provincia delle dosi di vaccino Moderna da somministrare a domicilio agli assistiti. A ogni medico saranno assegnate dieci dosi e ieri è avvenuta la consegna di flacone e siringhe a un primo gruppo, composto da oltre trenta professionisti della medicina generale. Per evitare assembramenti, la distribuzione andrà avanti così, per gruppi di medici (sono 230, in tutto), divisi in ordine alfabetico, negli spazi del dipartimento di Igiene Epidemiologia e Sanità Pubblica della Asl, diretto da Adelina Stella. Le dosi a disposizione, al momento, salvo ulteriori arrivi, sono 1.100, fatti salvi ulteriori arrivi che poi saranno distribuiti.

Tra i primi a ricevere le dieci dosi, ieri, c’era Guido Cerolini Forlini, che è segretario provinciale della Fimmg (Federazione italiana medici di famiglia). I beneficiari di questi vaccini sono i soggetti più fragili, quelli che, ultraottantenni, hanno manifestato sul portale della Regione la volontà di essere vaccinati ma non sono riusciti a raggiungere i punti vaccinali perché non trasportabili facilmente, a causa delle condizioni fisiche. Sono «soggetti allettati, nostri pazienti che già seguiamo a domicilio», spiega Cerolini Forlini aggiungendo che l’elenco di chi riceverà le dosi è «già a disposizione» dei medici. Una volta ricevuto il vaccino, ogni medico deciderà come organizzarsi per la somministrazione (ci sono al massimo 30 giorni di tempo). Bisogna tenere conto che «ci si deve raccordare con i familiari dei pazienti, essendo necessaria la loro collaborazione. Vanno inviati alle famiglie i moduli da riempire, va raggiunta l’abitazione e, una volta eseguita l’inoculazione, bisogna aspettare qualche minuto per valutare la reazione».

Al momento le dosi in distribuzione «appaiono sufficienti», per coprire le esigenze di chi non può muoversi da casa ma, «se aumenterà la dotazione e andranno coperte altre categorie, potrebbe presentarsi la possibilità di eseguire la vaccinazione negli ambulatori, il che potrebbe generare qualche rischio», commenta. Cerolini ha risposto alla richiesta di disponibilità della Asl a partecipare alla campagna di vaccinazione in corso al Palafiere (cominciata sabato scorso nella struttura di via Tirino) per cui un giorno a settimana (per un turno di mezza giornata) collaborerà alla vaccinazione anche in quella sede.

Ieri mattina c’era anche Massimo Calisi (Intesa sindacale) che ha invitato «tutti a vaccinarsi. Le dosi ci saranno per tutti e noi medici di medicina generale ci siamo». (f.bu.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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