cronaca

Altro furto in ospedale, il caso alla D’Urso 

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Il marito di una paziente rosetana racconta nel salotto tv la vicenda accaduta col ricovero della moglie

L’AQUILA. Un altro furto in ospedale, seguito da un’altra denuncia, ai danni di una paziente di Roseto degli Abruzzi ricoverata al San Salvatore. Un episodio, raccontato dal marito della donna nel corso della trasmissione Pomeriggio 5 condotta da Barbara D’Urso, che sarebbe avvenuto diverse settimane fa. Uno dei tanti denunciati in quel periodo. E sul quale ora gli investigatori dovranno fare chiarezza.

«Mia moglie», ha raccontato l’uomo in tv, «ha una malattia rara che la porta a perdere l’equilibrio. Mesi fa è stata ricoverata per emorragia cerebrale all’ospedale dell’Aquila e ricoverata momentaneamente in Geriatria, per mancanza di posti in Neurologia. Un giorno mi ha detto che qualcuno le aveva tolto gli anelli, perché doveva essere sottoposta ad alcuni esami, e di non averli più visti. Allora ho parlato prima con la caposala per poi, non avendo ricevuto spiegazioni, rivolgermi all’amministrazione. Qui mi hanno detto che non avrebbero potuto prendere in considerazione denunce verbali e che avrei dovuto inviare una email. Cosa che, nonostante i problemi e le preoccupazioni di quei giorni, ho fatto senza però ricevere alcuna risposta. Da qui la denuncia alla polizia che mi ha ricontattato tre mesi dopo. Successivamente abbiamo saputo dell’arresto di un’infermiera, ma degli anelli nessuna traccia».

Un episodio simile era stato raccontato al Centro da Ambrogio De Simone, residente a Milano che nell’agosto scorso aveva il padre, originario di Casamaina, frazione di Lucoli, ricoverato al San Salvatore, a cui era stata sfilata dal dito la fede nuziale. Cosa per i familiari passata inizialmente in secondo piano, viste le gravi condizioni di salute del 91enne che poco dopo è deceduto. È stato il figlio a contattare la polizia andando così ad allungare la lista dei derubati in ospedale. Saranno ora gli investigatori ad accertare se anche questo episodio sia da collegare ai reati contestati all’indagata, che si trova ai domiciliari. La donna ha confessato di aver derubato quegli anziani approfittando delle loro gravi condizioni di salute e del fatto che, a causa del Covid, i familiari non potevano star loro accanto. Alla polizia giudiziaria, che ha eseguito le indagini, la donna ha raccontato di aver commesso i furti spinta da gravi problemi economici.

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