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Anziani troppo soli L’assessore alle rsa: «Vediamo che fare»

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lanciano. iniziativa di Bendotti 

LANCIANO. Come alleviare il dolore dell’assenza e l’impossibilità di contatto che vivono in questo momento così difficile e drammatico i pazienti delle rsa lancianesi e le loro famiglie? Lo ha…

di Daria De Laurentiis

LANCIANO. Come alleviare il dolore dell’assenza e l’impossibilità di contatto che vivono in questo momento così difficile e drammatico i pazienti delle rsa lancianesi e le loro famiglie? Lo ha chiesto in una lettera a cuore aperto a tutti i direttori di strutture residenziali per anziani l’assessore alle politiche sociali, Dora Bendotti, non solo come amministratrice, ma anche come «cittadina, figlia, nipote». L’assessore si è messa a disposizione dei titolari delle strutture per cercare di individuare insieme la migliore soluzione per ovviare a un problema che, in questi giorni di lontananza forzata, sta affliggendo tante famiglie.

«Con queste parole», spiega Bendotti nella lettera, «voglio dar voce alle persone che mi fermano per strada, o mi cercano in assessorato per avere notizie, sperando di trovare in me, nella mia persona e in qualità di assessore alle politiche sociali, una soluzione a ciò che chiamare semplicemente “disagio” ormai è tristemente riduttivo. Sono persone, figli, nipoti ma anche gli ospiti stessi delle vostre strutture che a causa di questa terribile pandemia vedono purtroppo negato il diritto, nel primo caso di andare a trovare i loro cari, e per gli anziani ospiti, negata la presenza e il conforto familiare. Persone cui è demolita anche “giustamente” e per “sicurezza” la possibilità di un consueto e amabile saluto, sguardo, parola di conforto e vicinanza, ovvero di tutto ciò che fino a poco tempo fa era considerata quotidiana normalità».

«Sappiamo benissimo che la situazione emergenziale è purtroppo terribile», scrive ancora l’assessore, «ma il problema che mi turba fortemente è proprio il fatto che il distanziamento sociale, sta purtroppo diventando esso stesso “malattia” limitando i rapporti umani quando, ovviamente, le persone più fragili avrebbero bisogno anche solo di una presenza o di una parola pronunciata da un proprio caro. Sono disponibile a studiare con voi tutte le strategie necessarie e pensabili per poter avvicinarci a una soluzione. Lo vorrei fare impegnandomi a parlare con voi, le direzioni delle rsa interessate, con i medici e tutte le figure che si occupano in modo accurato, serio ed amorevole dei nostri nonni, affinché sia loro che le loro famiglie, possano tornare ad avere quei piccoli momenti di “normalità degli affetti”, seppure limitati, in cui da sempre, hanno vissuto e, magari, per restituire gioia e cura a chi in questo momento vive nella solitudine, lontano dalle proprie famiglie».

L’incontro con le rsa è stato programmato in video conferenza martedì 6 aprile alle 15.30. (d.d.l.)

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