cronaca

Sabbia sul lungomare Non ci sono i soldi per toglierla subito 

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Il sindaco: «Dobbiamo attendere di approvare il bilancio» L’assessore Petrini: «Non si doveva togliere il muretto»

di Luca Venanzi

ROSETO. «Non riusciamo a togliere la sabbia sul lungomare sud prima dell’approvazione del bilancio, prevista tra il 15 e il 20 aprile». A precisarlo è il sindaco Sabatino Di Girolamo in merito alla sabbia che, da più di una settimana, ha invaso il marciapiede ovest e parte della carreggiata sul lungomare Trieste, nel tratto tra il lido Lina e il lido Orsa Minore. La sabbia infatti, ogni volta che c’è il vento forte, finisce sulla carreggiata e sul marciapiede formando delle vere e proprie dune e creando disagi a pedoni, ciclisti e automobilisti. Il problema è nato tre anni fa, quando fu realizzata la pista ciclabile, perché il Comune decise di eliminare per un tratto di 60 metri circa il muretto, che in altri tratti funge da barriera tra la spiaggia e il lungomare.

Da tempo si annunciano interventi per contenere il fenomeno, ad esempio delle paratie, ma ad oggi nulla è stato fatto, e il problema si ripresenta spesso. «Non doveva essere tolto il muretto», dice l’assessore alle manutenzioni, Nicola Petrini, che critica le scelte della sua stessa amministrazione, «perché è chiaro che la sabbia invada la carreggiata. Purtroppo io non ho né i mezzi né gli operai per poterla rimuovere e, come dice il sindaco, dobbiamo attendere l’approvazione del bilancio per affidare a una ditta esterna il lavoro».

Tanti cittadini hanno fatto notare che sabato scorso, in occasione della visita del senatore Luciano D’Alfonso per l’inizio dei lavori al pontile, il Comune e la città non hanno fatto una bella figura con la sabbia in mezzo alla strada. Il problema riguarda anche altri punti del litorale rosetano, ma quello sul lungomare sud è il più critico. Tra l’altro di fronte a quel tratto c’è anche un’attività, ora chiusa a causa delle restrizioni per il Covid, che ha gli ingressi invasi dalla sabbia. Ci sono inoltre altri tratti critici della pista ciclabile, ad esempio quello in via Tamigi, accanto all’Eurcamping, impraticabile per l’asfalto rotto, e si attende da tempo anche l’asfalto ecologico per il tratto della riserva del Borsacchio. «Abbiamo chiesto i fondi», conclude il sindaco, «siamo in attesa che la Regione li eroghi».

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