cronaca

Trasporto Pubblico Locale poco equo, il Comune di Teramo chiede una corposa revisione alla Regione

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TERAMO – Un coordinamento tra le forze politiche rappresentate in Consiglio Regionale e la rappresentanza dei Comuni per l’adeguamento delle diverse normative regolatorie del Trasporto Pubblico, al fine di eliminare le differenti situazioni che risultano penalizzanti per i Comuni Capoluogo. E’, in sintesi, quanto chiedono i Sindaci e gli assessori alla mobilità delle Città di Teramo e Chieti che, congiuntamente, hanno indirizzato una lettera al Presidente della Regione Abruzzo e al Sottosegretario regionale delegato in materia.

Nella missiva gli amministratori ricostruiscono, con specifici riferimenti di Legge e documentati passaggi, quanto è accaduto in Abruzzo a partire dal 1982, lamentando le mancate applicazioni di alcune norme che avrebbero migliorato il servizio e denunciando il ritardo penalizzante per una più puntuale armonizzazione delle disposizioni. La situazione che ne scaturisce, dichiarano gli amministratori, è “la sterilizzazione dal 2013 delle risorse” per i capoluoghi di provincia e la evidente disparità tra i diversi capoluoghi.

In un passaggio fondamentale, viene ribadito che “il TPL in Regione necessita di una ampia revisione”, soprattutto al fine di raggiungere l’obiettivo che le varie forme di affidamento dei servizi, sia in ‘House Providing’ sia ad operatori privati, siano funzionali ad un solo interesse, quello del cittadino ad un servizio efficiente, universale, equamente ripartito sul territorio, nel rispetto del principio di eguaglianza sostanziale e che sia tale da poter corrispondere effettivamente ad diritto costituzionale alla libertà di circolazione.

E’ necessario poi, per gli estensori della lettera, che vengano superati gli effetti problematici derivanti dagli ultimi provvedimenti regionali conservativi delle duplicazioni di servizi su gomma sulle medesime tratte tra le concessioni comunali e quelle regionali cui, in alcuni ambiti, si sommano i servizi ferroviari senza alcun coordinamento e con relativo spreco di ingenti risorse.

Pertanto, i Sindaci e gli assessori di Teramo e Chieti riassumono le richieste in tre punti:

1) corrispettivo agli operatori pubblici e privati calibrato sui costi standard statali comprensivi di tutti i costi di un servizio di TPL attualizzati all’anno 2019;

2) contributi per i 3 Comuni Capoluogo di Provincia sottostimati (ne fa eccezione Pescara per la quale la contribuzione, soprattutto se comparata con gli altri capoluoghi, appare in sovrastima);

3) contributi per i servizi sia urbani che extraurbani, per tutti gli altri servizi di TPL.

In chiusura poi, i due amministratori tornano a chiedere per l’intero territorio regionale il varo del Biglietto UNICO, utilizzabile nel medesimo bacino di traffico, esistente dal 2004 solo nell’area Chieti-Pescara.

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