Una processione breve, scandita dai passi di monsignor Bruno Forte e dalle note del Miserere, con pochissimi partecipanti e qualcuno che dai negozi e dalle retrovie di un centro storico blindato ha cercato di cogliere  le emozioni e il silenzio del Venerdì Santo. 

Sono le 18,20 passate quando l’arcivescovo esce dalla cripta in piazza San Giustino per raggiungere con il crocifisso in mano piazza Trento e Trieste, passando per un corso Marrucino presidiato dalle forze dell’ordine e dai volontari. 

Le porte delle chiese sono spalancate, la scena è un misto tra suggestione e dolore, con il pensiero alle emozioni dello stesso giorno dell’anno scorso.  Sul sagrato della chiesa della SS. Trinità ad attendere il Cristo morto ci sono il parroco,  tre confratelli del Sacro Monte dei Morti, il sindaco Diego Ferrara, il vicesindaco Paolo De Cesare, il presidente del Consiglio comunale Luigi Febo. E’ passata poco più di mezz’ora dall’inizio della processione quando monsignor Forte si ferma per pregare e dare la benedizione finale.

L’appuntamento è per il 2022 con il desiderio, dopo due anni di fila, che il rito di fede più antico torni a essere vissuto da tutta la città anche in presenza.

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