cronaca

La Asl: «I medici non vaccinati saranno sospesi dal servizio» 

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Il direttore Di Giosia: «Saremo rigorosi per salvaguardare la salute dei pazienti e del personale» Isolato il reparto di chirurgia generale all’ospedale di Sant’Omero per un paziente contagiato

di Luca Tomassoni e Alex De Palo

TERAMO. La Asl di Teramo promette (e minaccia): «Saremo rigorosi e adotteremo le misure più restrittive possibile, quindi l’estrema ratio della sospensione, per il personale non vaccinato». A dettare la linea è il direttore generale Maurizio Di Giosia, che accoglie positivamente il decreto legge approvato dal consiglio dei ministri che fissa l’obbligo vaccinale per gli operatori che lavorano nel settore sanitario. Continua Di Giosia: «Per questioni di privacy finora non potevamo essere a conoscenza nel dettaglio dei medici e di tutto il personale non vaccinato, se non che la loro percentuale sul totale è bassa. Ora, finalmente, possiamo. Stiamo quindi avviando una fase di accertamento. Innanzitutto dobbiamo fare una cernita: c’è anche chi è giustificato a non vaccinarsi, per esempio le donne in gravidanza. Ma dobbiamo mandare un segnale a chi, pur potendo, non vuole farlo perché restio. Dobbiamo salvaguardare la salute sia del personale che dei pazienti».

Nel frattempo, è stato posto in isolamento tutto il reparto di chirurgia generale dell’ospedale di Sant’Omero. Un paziente è infatti entrato negativo, ma quando è uscito, a distanza di due giorni, il tampone ha dato esito positivo. È al momento un caso isolato e quindi, per ora è esclusa la possibilità che possa esserci un focolaio in reparto. Personale (vaccinato) e pazienti sono stati subito sottoposti a tampone. Il reparto è stato sottoposto ad isolamento ed è stato interdetta ogni comunicazione con il resto dell’ospedale, che ha potuto continuare a lavorare in tranquillità. Tutti i protocolli previsti in questo caso sono stati assunti da parte della struttura sanitaria. Infatti, il paziente è uscito dall’ospedale con un’ambulanza dedicata, per cui ogni possibile ulteriore contatto viene escluso. A questo punto è facile sospettare che il paziente avesse incubato prima di entrare in ospedale il virus. Infatti, considerando che il ricovero è stato di appena due giorni, non avrebbe potuto contrarre il coronavirus nell’ambiente ospedaliero.

Questo dimostra, comunque, come il piccolo ospedale vibratiano sia riuscito a restare covid-free. Nonostante nel corso della pandemia sia stato registrato qualche caso di positività anche fra il personale, infatti, nella struttura non c’è stato sviluppo e diffusione del contagio. I casi sono rimasti isolati e il protocollo finora adottato per l’accesso dei pazienti ai vari reparti o servizi sanitari è stato applicato in forma rigida. Misurazione della febbre e disinfezione delle mani viene reso obbligatorio da personale addetto all’ingresso principale, alla palazzina rosa e al pronto soccorso. Ora, il reparto chi chirurgia, che è stato bonificato, è in attesa del riscontro dei tamponi effettuato ai pazienti ricoverati ed al personale.

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