pescara

Anziana derubata e ferita in strada:in carcere la coppia di rapinatori  

anziana-derubata-e-ferita-in-strada:in-carcere-la-coppia-di-rapinatori- 

Le telecamere di un bar e il racconto della vittima e di una testimone incastrano i due pescaresi Il giudice: cercano i soldi per la droga, mandarli in cella è l’unico modo per evitare episodi analoghi

di Gianluca Lettieri

FRANCAVILLA AL MARE. Non si facevano scrupoli. Pur di procurarsi i soldi per comprare la droga, erano pronti a tutto. Anche a scaraventare sull’asfalto e ferire un’anziana di 84 anni che stava andando al parrucchiere, come è avvenuto lo scorso 20 marzo a Francavilla al Mare, in via Pola. Ma Simone Capitanio, 32 anni di Cepagatti, e la compagna Sara Ripari, 38 anni di Pescara, non potranno più colpire: due sere fa sono stati arrestati dai carabinieri con le accuse di rapina pluriaggravata e lesioni personali aggravate.

L’ORDINANZA Il giudice Luca De Ninis, su richiesta del sostituto procuratore Marika Ponziani, li ha spediti in carcere. Sono pericolosi, mandarli in cella è l’unico modo per fermarli: è questa l’estrema sintesi dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dopo un episodio, quello accaduto in pieno centro cittadino, che aveva destato allarme. Ma la risposta dei militari della stazione di Francavilla è stata immediata: la coppia di malviventi è stata identificata nel giro di poche ore e, a stretto giro, è arrivato il provvedimento del tribunale di Chieti. Nei prossimi giorni, difesi dagli avvocati Alessandro Vanni e Domenico Biasco, gli indagati potranno fornire la loro versione dei fatti durante l’interrogatorio di garanzia.

LA RICOSTRUZIONE L’allarme, nel sottopassaggio ferroviario non lontano dal lungomare, scatta verso le 15. Un’anziana è stata appena avvicinata da una donna – scesa da una Peugeot 308 bianca guidata da un complice – che le ha chiesto di consegnare la borsa, con atteggiamento minaccioso e puntandole contro un oggetto contundente. Al rifiuto della pensionata, la rapinatrice le ha strappato con forza la borsa e l’ha spinta facendola cadere a terra. I banditi sono poi fuggiti in auto verso Pescara, riuscendo a dileguarsi nel traffico. Le ricerche partono subito: i militari recuperano borsa e portafogli, naturalmente senza i 200 euro e i documenti della vittima, nel frattempo finita all’ospedale di Chieti sotto choc e ferita.

LA VIDEOSORVEGLIANZA Le immagini delle telecamere di un bar consentono di individuare la macchina dei rapinatori, intestata a un uomo di Cepagatti. La Peugeot è però in uso al figlio del proprietario, già controllato a bordo di quell’auto insieme alla compagna: entrambi sono conosciuti nella zona di Rancitelli come tossicodipendenti.

GLI INDIZI I carabinieri trovano la Peugeot parcheggiata all’esterno dell’abitazione di fortuna in cui la coppia ha trovato rifugio dopo la rapina: la conferma arriva da alcuni dettagli – come i graffi sulla carrozzeria, il colore degli specchietti e i cerchi in lega – immortalati dal sistema di videosorveglianza del bar. Ma ad incastrare i malviventi ci sono anche altri indizi. Perché la rapinatrice viene riconosciuta in foto – senza ombra di dubbio – sia da una testimone dello scippo, che l’aveva incrociata in un momento in cui non indossava la mascherina, sia dalla vittima.

LE VALUTAZIONI DEL GIP «Sono elementi di prova che costituiscono con certezza gravi indizi di colpevolezza per i reati contestati», scrive il giudice De Ninis. «La personalità degli indagati, desumibile dalle modalità della condotta e dai loro precedenti penali, lo stato di tossicodipendenza e l’assenza di una stabile attività lavorativa inducono a ritenere che gli indagati commetteranno nuove condotte delittuose analoghe, al fine di procurarsi il denaro necessario all’approvvigionamento di sostanze stupefacenti».

IL BLITZ Mercoledì i militari attivano le ricerche dei due malviventi, il che non è affatto semplice perché sono senza fissa dimora. Gli investigatori arrivano all’area in cui si trovano gli indagati attraverso i loro cellulari. I carabinieri passano due giorni a battere a tappeto la zona individuata e, giovedì sera, bloccano i rapinatori mentre passeggiano mano nella mano in piazza Ovidio, in centro a Pescara. Scattano immediatamente le manette e, contestualmente, anche la perquisizione del domicilio di fortuna. Qui i militari sequestrano siringhe usate, una dose di hashish nascosta in un cassetto del comodino della camera da letto, una carta di credito rubata e tre paia di occhiali acquistati qualche giorno prima, a dire della donna proprio con quella carta di credito, dando ulteriori spunti per le indagini. Per lei la serata finisce nel carcere di Chieti, per lui in quello di Vasto. E ora, come spiega il giudice, rischiano una condannata da 5 a 10 anni di reclusione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: