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È lite sull’ampliamento di Punta Aderci 

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Laudazi: «Allargare la riserva è un danno per il porto». L’assessore Cianci: «Così tuteliamo l’ambiente»

VASTO. «Dietro la copertina di un prestigioso progetto per il recupero e la protezione di spiagge sabbiose e delle scogliere, si nasconde un intervento dannoso per il porto di Punta Penna». Punta l’indice contro il progetto Life Calliope Edmondo Laudazi, consigliere comunale della lista civica Il Nuovo Faro, che, nella ipotesi di ampliamento della riserva naturale di Punta Aderci, con l’inclusione delle aree marine, intravede un presunto disegno ai danni del bacino portuale e dei lavoratori. L’amministrazione comunale replica e accusa il consigliere d’opposizione «di essere fautore di una posizione ideologica che vede l’ambiente contrapposto al lavoro».

Sulla riserva di Punta Aderci è di nuovo scontro politico. «È stata prospettata una inquietante scelta di pianificazione urbanistica, in maniera, opaca e non trasparente», attacca il consigliere di minoranza, «è stata infatti prevista, tra gli altri interventi, anche l’allargamento dell’esistente Sic verso il mare antistante, con l’inizio della riserva marina, dal lato sud del porto, proprio sopra il molo di levante , che si dovrebbe allargare, in pieno ed evidente contrasto con il piano regolatore portuale. Una follia da contrastare, pensata da nemici del lavoro e del nostro territorio, probabilmente opera delle stesse mani “verdi” che hanno disegnato la riserva regionale di Punta Aderci, fin dentro il molo di ponente. Una proposta progettuale avviata di nascosto, senza uno straccio di relazione tecnica esplicativa delle effettive ragioni e dei fabbisogni globali della costa, senza l’ascolto degli enti e con la connivenza del Comune di Vasto».

Pronta la replica dell’assessore Paola Cianci: «Quelli di Laudazi sono i soliti vecchi ed inutili discorsi demagogici», ribatte la delegata alle politiche ambientali, «sono reazioni dovute alla non accettazione del superamento di un modo di vedere il territorio che ha fatto danni in passato e di cui paghiamo ancora oggi le conseguenze. La capacità di mantenere l’equilibrio a Punta Penna, tra la riserva naturale ed il porto è merito della politica lungimirante del centrosinistra che ha messo un freno a quel tipo di industria impattante tanto cara all’ingegner Laudazi. Il progetto Life Calliope, proposto dall’università del Molise, rappresenta una programmazione che approfondisce e tutela la biodiversità e non lede le esigenze di sviluppo del porto, in quanto quest’area non rientra nella progettazione». (a.b.)

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