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Si ribalta con l’auto e muore a 61 anni 

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Autotrasportatore di ritorno da una settimana di lavoro finisce contro la pensilina del bus: lo schianto a pochi metri da casa

di Gianluca Lettieri

ROCCAMONTEPIANO. È morto la sera di Sabato Santo, dopo una settimana di lavoro intenso, mentre tornava a casa per trascorrere la Pasqua con la famiglia. La vita di Pino D’Arcangelo, 61 anni, autotrasportatore di Roccamontepiano, si è interrotta sotto la pioggia, sulla strada provinciale numero 8, dopo lo schianto contro una pensilina dell’autobus: la sua Alfa Romeo 166 si è ribaltata e non gli ha dato scampo, uccidendolo sul colpo. L’incidente è avvenuto in località Cestari: la vittima viveva con la moglie Marisa a poche centinaia di metri di distanza. Roccamontepiano è un paese in lutto: «Per noi è una Pasqua di dolore», ha detto il sindaco Adamo Carulli, che si è precipitato sul luogo della tragedia insieme al suo vice Dario Marinelli.

LO SCHIANTO Sono da poco passate le sei di sera quando D’Arcangelo, che viaggia in direzione del paese di San Rocco, perde il controllo della sua auto grigia in un tratto rettilineo leggermente in salita, invade la corsia opposta e finisce sulla pensilina del trasporto pubblico. Dopo il violento urto, l’Alfa si capovolge, senza coinvolgere altri mezzi. Per Pino non c’è niente da fare: sbalzato fuori dall’abitacolo, muore all’istante sull’asfalto bagnato. I residenti lanciano immediatamente l’allarme.

I SOCCORSI Sul posto, a pochi metri dall’incrocio di via Terranova, interviene un’ambulanza partita da Guardiagrele, ma il medico e l’infermiere del 118 possono solo constatare il decesso. A ricostruire la dinamica dell’incidente sono i carabinieri della stazione di Casalincontrada, competenti per territorio. Arrivano anche i vigili del fuoco del comando provinciale per mettere in sicurezza l’area. L’alta velocità, l’asfalto reso insidioso dalla pioggia o, ancora, una distrazione le possibili cause dello schianto che forse nessuno potrà mai chiarire con certezza.

IL DOLORE Di sicuro, non c’è nessun colpevole per questa tragedia che sconvolge Roccamontepiano a poche ore da un giorno di festa: il corpo, su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Giuseppe Falasca, viene riconsegnato alla moglie, alla sorella Antonella e al fratello Osvaldo. «Non mi escono le lacrime per il troppo dolore», si dispera Antonella davanti all’ambulanza.

IL RICORDO «Pino era amico di tutti», dice il sindaco Carulli, «un gran lavoratore, dedito alla famiglia e agli affetti più cari. È assurdo che, dopo milioni di chilometri percorsi in quasi quarant’anni di attività, in Italia e in tutta Europa, la sua vita si sia conclusa a cento metri da casa. Questo fine settimana avrebbe avuto l’opportunità, come sempre, di stare con la moglie e di fare visita all’anziana madre, alla sorella e al fratello, seppur dentro questo tempo difficile fatto di restrizioni e distanziamento. Sarebbe bastato fermarsi prima o svoltare su un’altra strada per evitare questo dolore, ma il destino ha deciso diversamente. L’arrivo, come la partenza da questo mondo, resta un mistero a cui nessuno sa dare risposta. So che siamo stati lì, pochi minuti dopo l’incidente, e abbiamo cercato di proteggerlo, con un telo bianco, anche dalla pioggia battente. Ciascuna persona, negli ultimi istanti di vita, deve avere vicino qualcuno che la accompagni. Anche solo con un silenzioso pensiero».

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