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Donne picchiate, casi raddoppiati durante l’anno della pandemia 

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La Chirurgia maxillo-facciale dell’ospedale e i traumi del volto: spicca il numero di violenze domestiche E tra maggio e settembre scorso sono aumentati anche i pazienti vittime di incidenti con i monopattini

di Cinzia Cordesco

PESCARA. Con i volti fratturati e tumefatti. Pestate fisicamente e distrutte psicologicamente. Così arrivano nell’unità operativa semplice dipartimentale di Chirurgia maxillo-facciale, guidata da Giuliano Ascani, le donne maltrattate tra le mura di casa e costrette al ricovero ospedaliero per giorni, a causa dei traumi.

Sono più che raddoppiati, dai 12 del 2019 ai 27 del 2020, i casi di violenza domestica, peggiorata nell’anno del lockdown, quando la convivenza forzata con il marito o il compagno manesco è diventata un inferno. Ma negli ultimi mesi sono aumentati vertiginosamente anche gli incidenti con i monopattini che hanno costretto decine di persone a fare ricorso alle cure dei sanitari del dipartimento, al quarto piano ala est, dell’ospedale civile. A farne le spese soprattutto le persone anziane in bicicletta o a piedi, troppo spesso travolte dai veicoli di nuova tendenza che sfrecciano velocemente sulle strade e piste ciclabili.

«Da maggio a settembre c’è stato un costante aumento di incidenti stradali dovuti al massiccio utilizzo di monopattini e veicoli elettrici molto in voga in città», spiega il primario Ascani affiancato dai colleghi chirurghi Michele Romano, Paolo Mancini, Pasqualino Cargini e Giada Albani (specializzanda), «ne sono scaturite decine di incidenti con traumi anche gravi» per le vittime. Un caso fra tutti, citato nel dettagliato report “Maxillofacial trauma in the time of Covid 19”, elaborato dall’équipe del dipartimento della Asl pescarese (diretta da Vincenzo Ciamponi) in corso di pubblicazione su una rivista scientifica specialistica internazionale, che analizza i dati relativi ai traumi facciali della provincia trattati dal Maxillo, riguarda una persona anziana che mentre percorreva in bici un tratto cittadino, si è scontrata frontalmente con un’altra che, su due ruote stava evitando un ragazzino sul monopattino.

In epoca pre-lockdown il reparto maxillo facciale, che “ricostruisce” i volti straziati da fratture e rotture di mandibole, cranio, zigomi, orbite, regione frontale in prevalenza, contava soprattutto ingressi legati a incidenti stradali o sportivi, se non erano conseguenze di risse occasionali in strada.

Oggi i ricoveri sono prevalentemente a causa di aggressioni e pestaggi che si consumano in casa, soprattutto ai danni delle donne, ma anche contro gli uomini con 13 casi nel 2019 e 21 l’anno successivo. L’imprevisto capitato «ad un uomo», si legge, ad esempio, nel report, «picchiato fino alla morte dal parente con cui era costretto a convivere nonostante i cattivi rapporti». Quando non sono le stesse donne, in numero esiguo per fortuna, a picchiare i mariti anche per futili motivi. Oppure, impressionante, il caso citato di un uomo, accoltellato al volto mentre era in fila al supermercato, solo perché aveva avuto l’ardire di rimproverare qualcuno davanti che non indossava la mascherina. Ma c’è anche il caso di una giovane donna pescarese che ha tentato il suicido lanciandosi da una finestra al quarto piano ed è finita in Rianimazione con una serie di politraumi. E ancora, di una donna che si è messa alla guida per «calmarsi», perché non riusciva a dormire, dimenticando di aver assunto ansiolitici poco prima: è finita prima contro un albero, dopo aver provocato un incidente stradale, e poi in ospedale con una serie di lesioni.

Sono 384 le persone ricoverate, tra i 40 e i 50 anni in prevalenza, per varie patologie nel 2019 con una leggera diminuzione, 379, nell’anno del lockdown. Centodue i politraumi trattati nel 2019, 129 nel 2020. Protagonisti degli incidenti stradali 16 uomini e 10 donne nel 2019, 28 e 22 l’anno successivo; sempre di più gli uomini che cadono o inciampano mentre camminano, con un rapporto di 11 e 8 nel 2019, e 7 e 5 nel 2020. Anche durante le attività sportive gli uomini si fanno più male delle donne.

«La maggior parte dei traumi», spiega Ascani, «sono riconducibili al forte disagio psicologico che sfocia in aggressioni tra conviventi, atti di violenza in fila nei negozi, tentativi di suicidio, guida sotto l’effetto di alcool (35% nel 2019, 49% nel 2020) e droghe. Molti dei pazienti ricoverati durante il lockdown hanno avuto necessità di trattamento farmacologico e psichiatrico». Mentre nei mesi di isolamento, tra marzo e maggio dello scorso anno, «gli incidenti stradali con auto, moto, bici, monopattini, si sono quasi azzerati».

Le conclusioni del chirurgo pescarese, a capo del dipartimento, sono che «l’epidemiologia delle fratture facciali è fortemente cambiata durante la pandemia, i dati confermano che i vari incidenti sono spesso conseguenza di un forte stress psicologico» e che la situazione «necessiterebbe di campagne di sensibilizzazione e di supporto per le donne vittime di violenza domiciliare e supporto per disagio psicologico alla popolazione ed educazione stradale».

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