cronaca

Terreni al Parco d’Abruzzo, stop dal Comune 

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Pescasseroli, delibera “congelata” dopo le rimostranze degli allevatori. Istituito un gruppo d’ascolto

PESCASSEROLI. Il Comune di Pescasseroli ci ripensa e rinvia la concessione di alcuni terreni al Parco nazionale d’Abruzzo. In base a quanto stabilito da una delibera dell’ottobre scorso, l’Ente doveva cedere al Parco una porzione di terreno in località “Coppo del Principe” e un’altra a “Coppo del Morto”. L’obiettivo era quello di permettere al Parco la conservazione degli habitat e della ricca biodiversità animale e vegetale presente, anche se gli allevatori del territorio non ne erano così convinti. La concessione sarebbe dovuta partire il primo gennaio e terminare il 31 dicembre 2022, salve ulteriori proroghe, fino al 31 dicembre 2024. Il Comune, però, ha deciso di prendere tempo, prima esprimendo la volontà di andare a fondo ai termini del contratto e poi annunciando l’istituzione di un gruppo di ascolto per raccogliere i dubbi e le incertezze dei residenti e di quanti lavorano ogni giorno in quel territorio, a partire proprio dagli allevatori. Una questione, quindi, ancora aperta. «Le aree di Coppo del Morto e Coppo del Principe sono zone di riserva integrale e sede delle foreste vetuste ad altissimo pregio ambientale», ha commentato il rappresentante provinciale di Rifondazione comunista, Silvano Di Pirro, «quindi, sono aree iper-protette e da sempre accessibili solo a piedi, in bicicletta o a cavallo. Se da un lato si comprende l’esigenza da parte dei Comuni di fare cassa per motivi di bilancio, dall’altro non si spiega e non si accetta il metodo che si adotta per arrivare a decisioni che interessano il patrimonio collettivo. Perché in questo caso si prendono provvedimenti importanti senza il coinvolgimento, la partecipazione e la condivisione delle categorie interessate e dei cittadini». L’esponente locale di Rifondazione comunista ha espresso perplessità anche sul fatto che la concessione «include alcune aree e ne esclude la gestione diretta da parte dei Comuni. Aree che potrebbero generare, invece, economia diretta e posti di lavoro». (e.b.)

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