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COVID, ITALIA RACCOMANDA ASTRAZENECA PER OVER 60: DOMANI CIRCOLARE CHE DARA’ INDICAZIONI A REGIONI

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ROMA – L’Italia raccomanda l’uso di AstraZeneca solo per chi ha più di 60 anni, sebbene non ci siano elementi per scoraggiare la somministrazione della seconda dose per quanti avessero già avuto la prima.

Ad annunciarlo in serata è stato il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, al termine dell’ennesima giornata convulsa sull’uso del vaccino di Oxford. Pur riconoscendo i casi eccezionali di trombosi come “effetti indesiderati molto rari” dell’immunizzante anglo-svedese, l’Ema non aveva infatti ritenuto di sconsigliare le somministrazioni per genere o fasce d’età, demandando la decisione ai singoli Stati, in base alle loro esigenze. Subito dopo l’Ema, si sono riuniti in una videoconferenza straordinaria i ministri della Salute dei 27, che però non sono riusciti ad adottare una linea comune. L’Ue resta così spaccata tra quanti hanno già imposto restrizioni (come i Paesi scandinavi, la Germania, la Francia e l’Olanda, cui si è aggiunto oggi anche il Belgio) e quanti invece non intendono farlo. “Ci mettiamo subito a scrivere la circolare

“Un vaccino AstraZeneca è di efficacia elevata nei confronti di forme gravi, tra l’80 e il 100%. Fra stasera e domattina uscirà una circolare ministero della Salute che riprenderà il parere di Aifa sentito anche il professor Locatelli che darà indicazioni alle Regioni su cosa fare e sulle modalità di uso del vaccino”, ha detto il Direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza durante la conferenza stampa presso l’Auditorium “Cosimo Piccinno”: “Il vaccino AstraZeneca può essere somministrato a tutti, dai 18 anni in su. La nostra su over 60 è una indicazione preferenziale”, ha aggiunto.

Il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, ha spiegato: “In queste ultime ore, i comitati di farmaco-vigilanza e vaccino-vigilanza dell’Ema e dell’Aifa hanno valutato nuovi dati che sono stati resi disponibili per quel che riguarda lo sviluppo di fenomeni trombotici a carico dei seni venosi cerebrali, sia a livello dei grandi distretti venosi addominali. La valutazione che è stata fatta dal comitato dell’Ema è che il nesso di causalità per quanto non dimostrato definitivamente è stato dichiarato plausibile”.

“Il piano vaccinale che dà priorità ai più anziani non cambia”, avrebbe assicurato il ministro della Salute Roberto Speranza alle Regioni, secondo quanto riferito.

L’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha deciso: “È possibile che le trombosi siano legati alla somministrazione del vaccino di AstraZeneca” contro il Covid-19. Per questo vanno inserite tra “i rari effetti collaterali”, che potrebbero essere dovuti a una risposta immunitaria. L’agenzia assicura però che “i benefici superano i rischi” e non ha identificato “nessun fattore di rischio specifico, come l’età”. Per questo, l’Ema non ha deciso alcuna raccomandazione per le restrizioni, lasciando la scelta agli Stati anche sulla base della loro situazione pandemica e della disponibilità dei vaccini.

“La limitazione del vaccino a una popolazione specifica è un tema che abbiamo esaminato in modo molto dettagliato attraverso il nostro gruppo di esperti ad hoc” ma “l’evidenza sull’incidenza” dei casi sospetti “disponibili al momento non permettono di tracciare alcun nesso causale per genere o gruppo di età”, ha detto Emer Cooke, direttrice esecutiva dell’Ema, nel corso della conferenza stampa sul vaccino AstraZeneca.

“L’uso del vaccino nelle campagne di vaccinazione a livello nazionale terrà conto anche della situazione pandemica e della disponibilità di vaccini nel singolo Stato membro”, ha spiegato l’Agenzia in una nota. “Ogni decisione sull’uso dei vaccini deve tenere in considerazione la situazione pandemica di ogni singolo Paese e altri elementi tra cui ospedalizzazioni e disponibilità vaccini”, ha spiegato Cooke.

L’agenzia ha effettuato un esame “approfondito” di 86 casi segnalati, di cui 18 decessi, su circa 25 milioni di persone che hanno ricevuto il vaccino in Europa e nel Regno Unito. La maggior parte dei casi di trombosi finora segnalati “si è verificata in donne di età inferiore ai 60 anni” ed “entro due settimane dalla prima dose” mentre l’incidenza dei casi sospetti dopo la seconda dose “è limitata”. La scelta dell’Ema di non raccomandare restrizioni all’uso ha portato gli Stati dell’Ue a dividersi ulteriormente sulla politica di somministrazione di AstraZeneca. Ma ancora prima dell’Ue, a prendere l’iniziativa oggi è stata la Gran Bretagna che ha deciso che ai giovani con meno di 30 anni verrà offerta un’alternativa al vaccino Oxford-AstraZeneca perché stanno emergendo prove di un collegamento tra l’antidoto e i casi, pur rarissimi, di trombosi nel sangue. Nella serata il Belgio ha invece deciso di limitare la somministrazione del vaccino dell’azienda anglosvedese agli over 55. Nel frattempo l’Ue ha invitato i 27 Stati membri a seguire un “approccio coordinato”. “Dobbiamo parlare con una sola voce in tutta l’Ue per aumentare la fiducia della popolazione nelle vaccinazioni”, ha esortato la commissaria alla Salute, Stella Kyriakides

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