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Fabbrica distrutta dal rogo, crolla il tetto 

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Fiamme nella notte alla Nuova Galvanica Abruzzese, paura per le lastre bruciate: l’Arta avvia la ricerca dell’amianto

di Flavia Buccilli

MANOPPELLO. Le fiamme altissime, il calore intenso, il crollo di una parte del tetto, che potrebbe essere di amianto. È particolarmente pesante il bilancio dell’incendio scoppiato ieri notte, a Manoppello scalo, nel capannone occupato sulla Tiburtina dalla Nuova Galvanica Abruzzese per la lavorazione dei metalli attraverso la cromatura e la zincatura. Nel cuore della notte, mentre nella struttura non c’era nessuno degli undici dipendenti, le fiamme si sono sprigionate nel capannone dove si trovano le vasche per trattare i metalli, che si stavano riscaldando.

L’incendio è stato notato dai cittadini della zona che hanno lanciato l’allarme ai vigili del fuoco facendo intervenire il personale di Pescara e Alanno e i volontari di Popoli. Il loro lavoro è andato avanti per ore, fino a metà mattina, tra lo spegnimento delle fiamme, in modo da evitare che si propagassero anche nei due capannoni vicini (uno è adibito a magazzino e ufficio della fabbrica, mentre un terzo, sull’altro lato, è di una ditta di infissi), e la messa in sicurezza delle strutture, poi dichiarate inagibili, al momento.

Tra le preoccupazioni emerse subito anche quella derivante dalla possibile presenza di amianto, visto il tetto crollato a causa del rogo potrebbe essere proprio di questo materiale. Ecco perché è stato sollecitato l’intervento a Manoppello scalo dei tecnici dell’Arta (diretti da Maurizio Dionisio), intervenuti per effettuare le campionature sul tetto, sull’aria e sull’acqua usata per spegnere l’incendio, poi rimasta sul posto. Ora, quindi, si dovrà attendere l’esito degli esami.

Ricostruire tutto ciò che c’è a monte dell’incendio, le cui cause sembrerebbero accidentali, è compito dei vigili del fuoco, chiamati anche a valutare la situazione strutturale degli edifici, una volta domato il rogo. Fumo e calore, infatti, hanno interessato anche agli altri due capannoni. Intanto i carabinieri, intervenuti sulla Tiburtina con il personale della stazione di Manoppello (la compagnia è quella di Popoli), hanno avviato gli accertamenti di propria competenza. Per avere informazioni sull’accaduto e sul da farsi, considerata la possibile presenza di amianto, ha raggiunto la Nuova Galvanica Abruzzese anche il sindaco Giorgio De Luca. «I danni appaiono enormi», ha detto, «e sembra che non siano assicurati. Alla luce dell’incendio e considerato il rischio amianto, credo che si annuncino tempi lunghi per la ripresa, perché l’edificio, obsoleto, andrà adeguato, tanto più che si trova in centro, nel cuore del paese. La mia solidarietà al personale».

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