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MotoGP, Jorge Lorenzo: pro e contro dell’addio alle corse

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Jorge Lorenzo non rimpiange di aver detto addio alla MotoGP. Sicuramente mancano le belle sensazioni di vittoria, ma lo sport sa rendere anche schiavi.

Nel week-end del GP di Valencia 2019 Jorge Lorenzo ha indetto una conferenza stampa, quasi a sorpresa, per dire addio alla MotoGP. Ha vissuto una stagione 2020 di transizione come collaudatore Yamaha, ma l’esperienza è tramontata senza nessun beneficio per il pilota e per il team. Per qualche tempo si era persino parlato di un possibile ritorno alle corse, in sella alla Ducati lasciata prematuramente. Poi il pentacampione ha preferito rinunciare al nuovo incarico, per dedicarsi ad una vita più spensierata. Jorge non ha bisogno di lavorare per vivere, investe sul mercato, si gode il sole tropicale, gli alberghi di lusso…

Non ha mai dimenticato il paddock della MotoGP. Tant’è che da qualche settimana ha iniziato a commentare i Gran Premi sul suo canale YouTube. Impossibile spegnere la passione per le due ruote con cui è cresciuto e ha fatto fortuna. “Mi mancano le persone, perché ho molti amici lì. Era come una specie di città gigantesca, che si spostava ogni due settimane in giro per il mondo. E poi mi manca vincere – ha ammesso ad ‘Auto Bild’ -. Per me le moto erano lo strumento necessario per vincere e avere successo“.

Pro e contro di un pilota

Buona parte del merito va anche a suo padre Chicho che lo ha indottrinato da bambino. Jorge Lorenzo ha poi seguito la sua strada in autonomia e con successo. “Mi mancano i festeggiamenti con la squadra dopo le vittorie, i campionati. Mi mancherà per sempre ed è difficile ripeterlo in altri ambiti della vita. Ma poi ci sono anche i lati negativi e sono molti“. Non è tutto oro quel che luccica e la vita da pilota iniziava a comprimere le sue ali. Ritmi e diete da seguire, la vita si trasforma in una routine, poco tempo per gli svaghi. “Sei molto schiavo del tuo sport. Ti svegli la mattina e vai a letto dopo aver passato il 99% della giornata lavorando e pensando solo alla moto. A meno che tu non sia come Valentino, che è circondato dai suoi amici, con i quali si diverte. E qualche volta si permette anche di mangiare quello che vuole. Ma io ero molto ossessivo e questo ti fa non divertire. Poi ci sono gli infortuni…“.

Jorge senza ripensamenti

30 anni nelle corse, 18 a livello professionistico, di cui 12 in MotoGP. Jorge Lorenzo ad un certo punto ha voluto dare una svolta alla sua esistenza. Troppo breve la vita per non coglierne le sue bellezze, da qui la decisione di appendere il casco al chiodo. Non lo vedremo neppure come team manager, almeno a breve-medio termine. “Fai quello che vuoi se ne hai l’opportunità, come nel mio caso. Sono estremamente fortunato a poter fare quello che voglio, senza dover lavorare per sfamarmi. Assemblare una squadra significherebbe essere di nuovo schiavo di ciò che questo mondo richiede. E non è qualcosa che vorrei vivere di nuovo“.

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