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Rapina a un anziano, assolto dopo tre anni 

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Decisivi il ricorso in Cassazione e un nuovo processo: per i giudici, Borrelli non ha commesso il fatto

PESCARA. Un paio di anni fa era stato arrestato e condannato per una rapina ai danni di un anziano, insieme ad un suo presunto complice: condanna confermata poi in appello. Ma il ricorso in Cassazione presentato dal suo legale, l’avvocato Stefano Sassano, ha fatto sì che quella sentenza di appello venisse annullata e disposto un nuovo processo di secondo grado che ha portato oggi all’assoluzione dell’imputato per non aver commesso il fatto: sentenza emessa dai giudici di appello di Perugia.

Pietro Borrelli nel gennaio del 2018 era stato individuato dalla polizia quale responsabile, insieme al suo presunto complice prima di un tentativo di truffa ai danni di un anziano e subito dopo, qualche ora più tardi, di una rapina ai danni della stessa vittima. I motivi del ricorso in appello presentati dall’avvocato Sassano non erano stati però presi in nessuna considerazione tanto è vero che la Cassazione li ha fatti propri disponendo l’annullamento di quella sentenza di secondo grado. Il problema era nato in quanto l’anziano, dopo il tentativo di truffa, era salito su un autobus per tornare a casa e sullo stesso mezzo c’erano anche i due imputati.

Una circostanza che secondo la difesa era stata soltanto casuale perché nessuno avrebbe mai accertato che Borrelli avesse chiamato al telefono il presunto complice per farlo salire su quel bus, ma soprattutto nessuno avrebbe preso in considerazione che quando l’anziano venne scippato, una volta sceso dal mezzo, Borrelli restò vicino alla vittima in attesa dei soccorsi. I giudici della Cassazione scrissero che la Corte territoriale non si era in alcun modo confrontata con tali argomenti difensivi, riconoscendo il concorso anomalo nella rapina sulla base della generica considerazione secondo cui, visto che i due avevano tentato la truffa all’anziano all’uscita di un negozio, «era “verosimile” ritenere che gli stessi avessero programmato anche di derubarlo». (m.cir.)

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