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Abruzzo, due miliardi per rilanciare l’economia 

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Innovazione, infrastrutture e tutela del territorio: ecco il documento strategico Presentate 74 schede progettuali. Marsilio: «È un programma decennale»

di Monica Pelliccione

La cifra è imponente: 2 miliardi e 200 milioni di euro per far crescere l’Abruzzo nel prossimo decennio. A tanto ammontano le risorse europee dedicate allo sviluppo sociale, rurale e alla pesca, che si sommano ai finanziamenti nazionali per lo sviluppo e la coesione e alle risorse premiali connesse all’accordo Provenzano. La Regione ha presentato entro il 15 ottobre scorso – rispettando alla lettera i tempi – 74 schede progettuali che costituiscono “l’impalcatura” dell’Abruzzo futuro. «Progetti che, laddove trasformati in finanziamenti certi», ha dichiarato il presidente della Regione, Marco Marsilio, «si trasformerebbero presto in attività concrete, cantieri aperti, sviluppo e occupazione». Marsilio ha illustrato ieri, il documento “Abruzzo Prossimo” che ricalca la strategia per l’utilizzo, la gestione e il monitoraggio dei finanziamenti a disposizione per un modello di sviluppo «di cui», ha detto il Governatore, «sentiamo tutto il peso della responsabilità. Si tratta di un nuovo ciclo di programmazione di risorse che, normalmente, durerebbe sette anni, ma che nella gestione pratica ne dura almeno dieci».

L’ABRUZZO DI DOMANI

«Il documento strategico Abruzzo Prossimo, che ingloba l’intera programmazione del prossimo decennio, avrà un impatto consistente sulle possibilità di sviluppo del territorio negli anni a venire», ha esordito Marsilio, affiancato dal presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, e dal direttore del dipartimento della Presidenza, Emanuela Grimaldi, che ha guidato la programmazione delle risorse nazionali e europee. «Alcuni programmi, dopo vent’anni, attendono ancora di essere conclusi», le parole di Marsilio, «ecco perché siamo perfettamente consapevoli di quanto incida il momento della programmazione nel breve-medio periodo e anche successivamente, quando non saremo più noi a gestire questi piani. Se poi, l’inizio del ciclo di programmazione arriva al termine di un anno di pandemia e con una situazione socio-economica durissima, questa responsabilità appare ancora più grande. Con i tutti i direttori dei dipartimenti regionali abbiamo messo in campo una “cabina di pilotaggio” che funge da filtro tra l’organo politico e il partenariato sociale».

PIÙ FONDI

L’Abruzzo riceverà una quota più consistente, di quanto inizialmente previsto, per la programmazione ordinaria. «Ne parleremo più diffusamente quando avremo firmato e concluso le trattative, che stanno andando avanti, anche col ministro della Coesione territoriale, Mara Carfagna. È certo, comunque», ha confermato Marsilio, «che l’Abruzzo beneficerà di finanziamenti molto più consistenti sia rispetto ai fondi europei che a quelli per lo sviluppo e la coesione ricevuti nell’ultimo ciclo di programmazione. Questo è un dato di fatto che prescinde dal Recovery Fund e da fondi straordinari. Domani (oggi per chi legge) ci sarà confronto con il Governo, in particolare con il premier Mario Draghi e con il ministro Maria Stella Gelmini, insieme alle Regioni, per capire il margine di manovra che verrà lasciato al territorio nella gestione delle risorse e nell’individuazione dei progetti».

GLI INTERVENTI

Digitale, infrastrutture trasversali, transizione verde, inclusione e aree interne. Questi gli assi strategici su cui punta la Regione nel prossimo decennio, coinvolgendo nel dibattito oltre settecento soggetti partenariali. Progetti per complessivi 2 miliardi e 200 milioni di euro, secondo la proiezione delle cifre in favore dell’Abruzzo. Una strategia sintetizzata in cinque “i”: innovazione di processo con la nascita della cabina di pilotaggio, interna alla Regione, che ha il compito di contrastare i rischi della sovrapposizione degli interventi, integrazione di tutti i fondi, identità declinata sugli assi di investimento che rispecchiano fattori sociali, storici e culturali che connotano l’Abruzzo, indicatori internazionali cui saranno sottoposte le aree strategiche e gli obiettivi specifici, allo scopo di verificare le ricadute degli investimenti sui territori e interazione, con l’adozione in giunta regionale del Codice abruzzese per il partenariato diffuso e inclusivo.

ASSI PORTANTI

Le linee sui cui si snoda la programmazione regionale, illustrate da Grimaldi, sono «digitalizzare per competere, infrastrutturare l’Abruzzo cerniera dell’Adriatico, tutelare il territorio per centrare la transizione, includere per contrastare le fragilità, riequilibrare l’Abruzzo per un benessere diffuso, che darà centralità alle zone interne e alla valorizzazione dei sistemi urbani». Ciascuna area ha i suoi obiettivi specifici, per un totale di 37, che vanno dall’estensione della banda larga a tutti i comuni, alla digitalizzazione delle scuole, della pubblica amministrazione e delle imprese, alla telemedicina e al fascicolo sanitario elettronico. E ancora, dalla Zes all’infrastrutturazione dei porti, dalle ferrovie all’integrazione della macro- regione Adriatica. Dal potenziamento delle fonti rinnovabili, alle politiche per l’idrico, al turismo sostenibile. Dalla centralità delle donne e dei giovani, dal contrasto alla fuga dei cervelli, all’alta formazione, agli affidi e le adozioni, al sostegno al lavoro. Dalle famiglie alla residenzialità fino all’emersione di nuovi brand turistici e culturali nelle aree interne.

INFRASTRUTTURE

Riconnettere l’Abruzzo e potenziare i collegamenti, dalle autostrade alle ferrovie. «Abbiamo messo insieme la Regione Lazio, il ministero dei Trasporti e Rfi», ha detto Marsilio, «un gruppo di lavoro che ha tirato fuori un piano di pre-fattibilità, che ha al centro il tema del corridoio Tirreno- Adriatico», il collegamento Avezzano-Sora, il 5° lotto dell’Aquila-Amatrice e la terza corsia della A/14. «Opere che aiutino l’Abruzzo a togliere il muro invalicabile dell’isolamento», ha spiegato il governatore.

APPELLO AL MINISTRO

Intanto, ieri Marsilio ha scritto una lettera al ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, auspicando un incontro a breve e chiedendo «il rispetto degli impegni assunti per i porti abruzzesi». Il presidente si è detto preoccupato «dopo che, lo scorso 26 marzo, l’Autorità Portuale ha ricevuto una comunicazione relativa al potenziamento delle infrastrutture portuali ponendo interrogativi riguardo allo sviluppo dell’intero sistema, in quanto si evidenzia la presunta estromissione dai finanziamenti del Piano nazionale delle proposte formulate dalle regioni del medio Adriatico. Se fosse vero, verrebbe meno il collegamento tra la penisola iberica, l’Italia centrale e i Balcani».

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