cronaca

La Mivv vince al Tar, il Comune condannato a pagare 93mila euro 

la-mivv-vince-al-tar,-il-comune condannato-a-pagare-93mila-euro 

Nereto, l’azienda ha ottenuto la restituzione di somme versate per un insediamento mai avvenuto Al centro del contenzioso l’assegnazione delle aree nella zona artigianale nei primi anni Duemila

NERETO. Per la zona industriale di Nereto, mai partita del tutto, arrivano sentenze di restituzione di somme anticipate dalle aziende per i lotti edificabili, portando così il Comune a rimborsare decine di migliaia di euro. Dopo il debito fuori bilancio riconosciuto alla Proel di circa 58mila euro e una vertenza di quasi duecentomila euro davanti al giudice civile sempre intentata dalla società, arriva la sentenza del Tar che obbliga il Comune a restituire alla Mivv (per conto della controllata Istal), nota azienda metalmeccanica di Sant’Omero, oltre 93mila euro. I giudici hanno riconosciuto il diritto dell’impresa a riottenere i soldi versati nei primi anni duemila. Soldi versati per un insediamento nei fatti mai avvenuto a Nereto. Non anche il risarcimento del danno.

La Metal Industria Val Vibrata (Mivv) aveva agito per la risoluzione per inadempimento della convenzione urbanistica, sottoscritta l’8 marzo 2003 tra il Comune di Nereto e la controllata Istal.

Altro denaro in uscita dalle casse comunali riguarda la vertenza con la Lucci srl, sempre relativa all’assegnazione di un lotto edificabile in zona artigianale. Il pasticcio delle aree assegnate (per alcune di queste fu chiesto il ridimensionamento del lotto altre, come in questo caso, furono assegnate dal Comune alla società per poi risultare non essere interamente di proprietà dell’ente comunale che per questo predispose una nuova convenzione urbanistica) porta grane all’ente. Il Comune, nel caso della Lucci, dopo la transazione fra le parti dovrà restituire poco più di 34mila euro. Non è tutto. Fra le altre cause in essere c’è, in particolare, quella di un esproprio mai indennizzato che ora potrebbe aver superato i 250mila euro. Il ricorso pende davanti al Consiglio di Stato dopo che i proprietari avevano avuto ragione davanti al Tar.

Il fondo contenzioso ripristinato dall’amministrazione guidata dal sindaco Daniele Laurenzi è di 800mila euro e potrebbe venire rimpinguato per affrontare le cause giudiziarie dell’area produttiva. L’amministrazione comunale non è meravigliata ben sapendo a quali situazioni il Comune, per la gestione della zona produttiva, sarebbe stato esposto. Gli uffici hanno ricostruito caso per caso i contenziosi della nuova zona produttiva, grazie anche al nuovo assetto dell’ufficio tecnico urbanistico dotato di supporto legale dedicato alla pianificazione e alla risoluzione di tutti i contenziosi, laddove possibile anche stragiudiziale, attraverso transazioni e piani di rientro in alcuni casi più convenienti per l’ente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: