cronaca

Non solo Sputnik. Mosca punta su un secondo vaccino ancora più misterioso

non-solo-sputnik.-mosca-punta-su-un-secondo-vaccino-ancora-piu-misterioso

Se le notizie sullo Sputnik vi sembran poche, probabilmente non avete sentito parlare del secondo vaccino russo. EpiVacCorona. E’ normale, essendo le prime fiale uscite dal superprotetto Centro di ricerca di stato Vector a Novasibirsk, in Siberia. In epoca sovietica, questo laboratorio ospitava progetti per la guerra batteriologica. E’ anche uno dei due depositi al mondo (l’altro è negli Stati Uniti) in cui sono conservate le provette con il virus del vaiolo, debellato in natura.

Dallo scoppio della pandemia, il laboratorio, che era già impegnato alla ricerca per un vaccino contro Ebola o il virus di Marburg, si è messo a lavorare sul coronavirus. Il vaccino che ne è uscito fuori – EpiVacCorona appunto – è fatto con singole proteine di Sars-Cov-2 sintetizzate in laboratorio. E’ il metodo tradizionale di fare vaccini, lo stesso usato per l’influenza. Prima ancora che fossero diffusi dati sulle sperimentazioni, a ottobre Mosca ha dato al suo vaccino un’autorizzazione formale, seguito dal Turkmenistan, iniziando a distribuirlo in varie regioni del paese e in Venezuela, dove si svolgeranno altre sperimentazioni. Anche Sputnik, lo scorso agosto, fu autorizzato (e fu il primo al mondo) prima che i dati delle sperimentazioni fossero completi. Di EpiVacCorona si sa, tramite una notizia della Tass del 18 febbraio, che ha generato anticorpi nel 100% dei volontari tra 18 e 60 anni e nel 94% di quelli sopra ai 60, con un centinaio di persone arruolate nelle sperimentazioni. Un trial di fase tre è atteso per maggio, scrive il sito di Science.

Un terzo vaccino russo, CoviVac, usa invece un vero coronavirus, ma inattivato. Anche questo è un metodo tradizionale per ottenere l’immunizzazione. Quando il presidente russo Vladimir Putin, 68 anni, si è vaccinato contro il Covid il 28 marzo, lo ha fatto con un vaccino del suo paese, ma in privato e senza specificare quale dei tre ha scelto. La mancanza di glasnost non sta certo mettendo il vento in poppa alla campagna di immunizzazione, con 4 milioni di cittadini che hanno ricevuto le due dosi di Sputnik su 144 milioni. Altri 2 milioni hanno ricevuto al momento solo una dose.

Evidentemente non hanno fatto breccia le sia pur ficcanti parole del biologo Alexander Semyonov, capo dell’istituto di virologia di Ekaterinburg: “Tutti i vaccini creati in Russia fino ad oggi sono efficaci, affidabili e sicuri, ma ognuno di essi ha un effetto diverso” ha spiegato mercoledì alla Rossiyskaya Gazeta. “Come vari tipi di armi, diverse munizioni, che alla fine sono tutte fatali per il coronavirus. Il virus inattivato agisce come un potente martello, spacca il virus con un solo colpo. Il vaccino basato su vettori è una spada, taglia e la testa rotola via dalle spalle. Per quanto riguarda il vaccino peptidico, trafigge il virus nel cuore con un pugnale affilato”.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: