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L’opposizione attacca: «Il piano di riequilibrio non è sostenibile»

Per i gruppi consiliari Fdi e Udc i conti del piano di riequilibrio pluriennale non tornano. Il piano del Comune per uscire dal rischio-dissesto poggerebbe, infatti, su un presupposto che scricchiola:…

Per i gruppi consiliari Fdi e Udc i conti del piano di riequilibrio pluriennale non tornano. Il piano del Comune per uscire dal rischio-dissesto poggerebbe, infatti, su un presupposto che scricchiola: quello delle transazioni con i maggiori creditori del Comune (Aca, Consorzio di Bonifica, Banca Farmafactoring e Deco). La questione è stata sollevata nell’ultimo consiglio comunale dal capogruppo FdI Carla Di Biase che ha chiesto di vedere i documenti che attestavano gli accordi di transazioni. Documenti che, a detta del Comune, non ci sono, perché ci sono stati solo «accordi verbali». Ma, sottolinea Di Biase citando articoli di legge, «il negozio giuridico della transazione presuppone un accordo scritto e non verbale. Tale accordo è avvenuto solo con due dei creditori inseriti nel piano di riequilibrio». Di Biase lo dimostra attraverso la nota del 20 aprile con cui l’Ersi, l’Ente regionale del servizio idrico, diffida il Comune al pagamento. «Tale debito risalente al 2007, cioè all’amministrazione Ricci», sottolinea il capogruppo Udc Mario De Lio, «è stato oggetto di una trattativa seguita dal presidente del consiglio comunale Luigi Febo e non ha visto buon fine. L’Ersi infatti ha dato mandato al suo legale di procedere al recupero delle somme pretese». Ci sarebbero problemi anche con i debiti del Consorzio di bonifica: «Nessuna risposta scritta né orale dal Consorzio», dice il consigliere FdI Roberto Miscia, «tale modalità di procedere oltre a confermare quanto da noi sostenuto apre lo spettro del dissesto pilotato». (a.i.)

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