cronaca

Il Comune prova a salvare  i resti medievali sul fiume 

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Il ponte degli Impiccati e quello Stucchi sono in abbandono: per il primo ci sono 40mila euro, per entrambi Legambiente ha presentato un progetto di recupero

di Veronica Marcattili

TERAMO. Il parco fluviale, complice la pandemia che ha portato a riscoprire e apprezzare gli spazi aperti, è diventato un fiore all’occhiello della città e punto di riferimento per i teramani. L’amministrazione mostra attenzione e impegno nella cura dell’area verde, prova ad apportare piccole migliorie, ma il lavoro da fare è ancora molto soprattutto per quanto riguarda gli angoli di valore archeologico e storico. È sotto gli occhi di tutti lo stato in cui versa ad esempio il ponte degli Impiccati mentre è invisibile, perché ormai completamente fagocitato dalla vegetazione, quello del ponte Stucchi: due testimonianze di epoca medievale lasciate in abbandono.

Il primo si trova proprio a uno degli accessi al parco, quello sotto piazzale San Francesco; il secondo, invece, si trova nei pressi dell’abitato di ponte Vezzola, al di sotto del palazzetto di Scapriano. Da anni si parla di valorizzazione dei due siti, ma nulla è stato fatto. Diverse associazioni in passato si sono prodigate per la loro cura, ma il recupero dei due ponti necessita di interventi mirati. Qualcosa, forse, si muove. L’assessore Valdo Di Bonaventura, che porta avanti la manutenzione delle aree verdi cittadine, si dice ottimista sul recupero del ponte degli Impiccati che fu disseppellito nel 2006 dall’associazione Teramo Nostra: un lavoro certosino che riportò alla luce la struttura. Pochi anni dopo il sito, per volontà della Sovrintendenza, venne ingabbiato e coperto. Si sarebbe dovuto procedere di lì a breve con dei progetti di recupero, ma nulla. Oggi il ponte non è quasi più visibile e la copertura usurata rende ancora più osceno questo prezioso angolo di storia. «I fondi per il recupero e la pulizia ci sono: con circa 40mila euro possiamo ridare luce a questo ponte. Gli uffici stanno lavorando a un progetto che possa permetterci di riqualificarlo», spiega Di Bonaventura. Il primo passo sarà «la pulizia completa dell’area dalle erbacce, compreso il taglio della vegetazione della scarpata sovrastante: spero in breve, già per l’estate, di poter avviare questa attività», aggiunge l’assessore.

Sul portale “Ideate” Legambiente ha presentato un progetto di recupero del ponte degli Impiccati e del ponte Stucchi, intanto anche Teramo Nostra spera di vedere presto un cambio di passo. «Fino a quando ci è stata data la possibilità di farlo, abbiamo curato il ponte degli Impiccati e fatto continue proposte per una sua valorizzazione. Poi però con l’intervento della Sovrintendenza le cose sono cambiate», dice con un pizzico di amarezza Piero Chiarini, presidente dell’associazione. Di Bonaventura ha in agenda anche il recupero del ponte Stucchi, mentre per la Fonte della Noce, già oggetto di pulizia, conta di procedere con altri interventi di miglioramento compresa un’adeguata illuminazione.

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