cronaca

Il Parco della Memoria aperto in nome di Antonietta Centofanti 

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Il trio dei Solisti Aquilani suona Schubert, dagli altoparlanti le canzoni di De André, De Gregori e Dalla  E poi “Bella ciao” per l’addio alla 71enne. Gli amici mobilitati per dare una nuova casa ai suoi gatti

di Fabio Iuliano

L’AQUILA. I movimenti del Trio di Schubert accompagnano lo spazio che si riempie. Il violino di Federico Cardilli, la viola di Margherita Di Giovanni e il violoncello di Giulio Ferretti – tutti dei Solisti Aquilani – a scandire tempi e geometrie del ricordo. Sciarpe e foulard rossi, mascherine e magliette come richiesto dagli amici di sempre. Rossi anche i giubbetti dei bambini appoggiati ai bordi di una delle vasche davanti all’obelisco. L’acqua che scorre sotto ai nomi delle vittime incisi nel metallo. La gente cammina sulle piastrelle del Parco della Memoria. E lo fa nel nome di Antonietta Centofanti, scomparsa improvvisamente a 71 anni. Vincenzo Vittorini fa fatica a trattenere le lacrime, ma non a trovare le parole. «Più o meno un mese fa», ricorda, «abbiamo valutato di rinviare l’inaugurazione di questo luogo a un periodo in cui potesse essere parte viva per tutta la città, come diceva anche Antonietta. Anzi, come dice ancora, perché lei è viva fra noi. Non parlo al passato, se parlo di lei». La vita che, come l’acqua, continua a scorrere. «Anche questo piazzale», sottolinea il medico, «non è affatto un luogo di morte, ma un luogo di vita. Perché dove c’è ricordo c’è futuro, dove il ricordo si perde, la comunità muore. Antonietta non morirà mai, come nessuno dei 309, come chiunque si batta per gli altri, per il bene comune. Però non doveva andare così, perché le nostre battaglie non sono finite».

NOI NON DIMENTICHIAMO. Dagli altoparlanti viene fuori La “Canzone del maggio” di Fabrizio De André, quella dei versi famosi, ripetuti come un mantra: «Anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti». I versi che negli anni hanno accompagnato molti percorsi volti alla ricerca di giustizia. Tante istanze che la donna – Tetta per gli amici – aveva portato avanti in prima linea, non solo come persona di riferimento del comitato per le vittime del sisma, ma anche come figura di raccordo per le battaglie legali che hanno fatto seguito a tante tragedie in tutta la Penisola. Antonietta Centofanti era a capo della rete “Noi non dimentichiamo”, nata qualche anno fa proprio all’Aquila per unire lotte legate ai fatti più drammatici della recente storia d’Italia: la Thyssenkrupp, il crollo della Scuola a San Giuliano di Puglia a seguito del sisma del 2002, il deragliamento del treno a Viareggio, la Moby Prince, le morti nella Terra dei Fuochi, la strage di Rigopiano, i terremoti del Centro Italia, così come quello del 6 aprile.

LE PRIMULE. Tra i presenti alla cerimonia, anche il primo cittadino Pierluigi Biondi. Anche lui non ha rinunciato a indossare un fazzoletto rosso infilato nel taschino della giacca. «C’eravamo sentiti con Antonietta due giorni prima che arrivasse questa brutta notizia», sottolinea il sindaco, «e la sua preoccupazione era che le primule raccolte nei giorni dell’anniversario venissero messe a dimora e accudite. La ricorderemo come una grande combattente, è stato quello il suo ruolo».

LE ATTENZIONI. Gli amici ricordano le sue attenzioni nei confronti della natura. «La ricordiamo anche così», dice Michela Santoro, «era una persona che credeva nelle sue battaglie. Si è occupata delle persone, ma anche di fiori, piante, animali. Era anche presidente dell’associazione 99 Gatti. Ci stiamo muovendo per fare in modo che Zuccherina, Nanè e i gattini che vivevano con lei possano trovare qualcuno che si occupi di loro».

L’AMORE PER LA VITA. «Voglio ricordarti così, con gli occhi felici. E pensare che lì dove sei, Antonietta, non ci sia odio, freddo, paura, meschinità e cattiveria», dice la deputata del Pd Stefania Pezzopane, «voglio pensare che sei andata via senza accorgertene e senza dolore. Perché di dolore ne avevi avuto troppo. Ti abbiamo ricordata, stamattina. Ricordata, salutata, abbracciata. Non sarà più come prima, ora che sei andata via, ma ce la metteremo tutta ad onorare il tuo amore per la vita, il tuo ricordo, la tua memoria».

BELLA CIAO. Ancora canzoni, con Francesco De Gregori (“Sempre e per sempre” e “La storia siamo noi”), ma anche Lucio Dalla e Ivano Fossati. Del resto, nella vita Antonietta Centofanti era addetta stampa dei Solisti Aquilani. Poi il ricordo dell’avvocato Simona Giannangeli, ma anche quello della psicologa Ilaria Carosi, fianco a fianco in questi dodici anni nelle lotte per la giustizia alle vittime del sisma. A dare l’ultimo saluto è la nipote Lilly, sorella di Davide Centofanti, morto la notte del terremoto nel crollo della Casa dello studente. La cerimonia si chiude sulle note di “Bella ciao”, suonata da Umberto Giancarli, Armando Rotilio e Fabrizio De Melis. Non una festa, ma un momento di condivisione e di conviviale, come avrebbe voluto Antonietta.

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