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La Murena fa 50 anni: qui da noi è passata la storia della città 

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Il ristorante inaugurato dai fratelli Terra il 5 maggio del 1971 «La nostra forza? La cucina tradizionale delle nostre donne» 

di Marcella Pace

PESCARA. Vittorio Gassman, ma anche il figlio Alessandro e poi ancora Mario Merola, Renato Pozzetto, Sabrina Ferilli. Il rito era quello. Finito lo spettacolo teatrale, gli attori andavano a cena alla Murena. Domani il ristorante di pesce tra i più longevi di Pescara compirà cinquant’anni. Tutto comincia con i fratelli Antonio e Mario Terra, figli di pescatori che si sposano rispettivamente con le sorelle Concetta e Annamaria Collini. Anche loro figlie di pescatori. Quelle famiglie vivono in simbiosi, con i figli, Massimo e Alfonso (di Antonio e Concetta) e Morena, Katia, Alessio e Francesco (di Mario e Annamaria) che crescono tutti come fratelli.

In principio i due uomini vendono il pesce tra il mercato di via dei Bastioni e le bancarelle vicino al porto. Annamaria, intanto, apre una pescheria ai Gesuiti, mentre Concetta si dedica di più ai bambini. Tutto cambia il 5 maggio 1971 quando i due fratelli con le loro mogli aprono il ristorante Murena. «Giacomo Corneli che era un cliente dei nostri genitori», ricordano Massimo e Francesco, cugini e oggi gestori «suggerì loro di prendere il locale dove c’era stato il ristorante La Tartana di Franco, tra il lungomare Matteotti e via Buozzi. Nessuno di loro aveva mai fatto il ristoratore e non sapevano nemmeno da dove incominciare».

Pieni di paure, i fratelli si buttano nell’impresa. Le mogli si mettono in cucina, Antonio e Mario in sala, facendosi aiutare dai parenti e chiedendo consigli a Carlo Massacese, della Fornacella, che la ristorazione la conosceva. I bimbi intanto crescono, pranzando e cenando dentro il ristorante.

In principio, l’attività è molto piccola, poi con il tempo Mario e Antonio comprano i locali adiacenti, che ospitavano un tabacchino e un barbiere e allargano il ristorante agli attuali 140 coperti, più una ventina all’esterno che in tempi normali registrano sempre il tutto esaurito. Sempre negli anni ’70 i Terra acquistano pure lo stabilimento balneare “La Croce del Sud”, oggi condotto da Alessio, e nel 2000 “Oriente”, affidato ad Alfonso Terra. Il segreto della Murena è «la cucina marinara semplice, come quella fatta a casa», confessano i due ristoratori. «La grande forza sono state le donne, che si sono messe dietro ai fornelli. In particolare zia Annamaria che organizzava tutto in cucina», ammette Massimo. «Negli anni 70 c’erano due, tre ristoranti di pesce a Pescara e loro due, figlie e mogli di pescatori, hanno cominciato a cucinare il pesce in modo semplice, tradizionale. Non erano del mestiere e quindi le ricette erano quelle più basilari, ma il locale era sempre pieno».

Tanto pieno da accogliere molti ospiti illustri. Attori teatrali, dopo gli spettacoli al Massimo, dell’arte, come il pittore di Palena Arduino Napoleone «che disegnava sui tovaglioli i ritratti di tutti». E poi tanti ministri e il calcio con «Allegri, Galeone, Zeman. A parte in questo periodo, che abbiamo deciso di stare aperti tutti i giorni, dagli anni ’70, il turno di riposo settimanale è sempre stato la domenica, perché le nostre famiglie seguivano il Pescara», chiariscono. «Nel 2018, lo chef stellato Antonino Cannavacciuolo, che era in zona per uno dei suoi programmi, per tre giorni di seguito ha pranzato da noi», rivendicano con orgoglio. «Il giorno più bello? Per noi lo sono tutti», confessano i due ristoratori, «perché lavoriamo sempre con il sorriso. Questo periodo di chiusure è stato difficile, specie con dieci dipendenti. Tutti insieme a noi da sempre. Luca Serpente, ad esempio, è in sala dal 1982, ma anche gli altri lavorano qui da 25, 20, 15 anni come minimo». Se ormai da qualche anno Antonio, Mario, Concetta e Annamaria sono in pensione, ma vanno spesso al ristorante, è già pronta pure la terza generazione, con Simone Terra, figlio di Massimo, 24 anni, dentro il locale già da sei. «Negli anni la cucina si è adeguata ai tempi», specifica Massimo, «ma le ricette più classiche sono sempre lì nel menù. Il pescarese doc chiede la pasta con il sugo con peperone tritato e l’arrosto».

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